Cassino, i ladri fanno razzia in casa di un consigliere comunale. L'appello straziante

Cronaca - I figli del noto amministratore della città martire scrivo una lettera aperta ai malviventi: "Non sappiamo chi siete, né vogliamo saperlo. Vi perdoniamo. Ma vi chiediamo di restituirci anche solo una parte di ciò che era nella cassaforte: dentro c’era la vita di nostra madre morta cinque anni fa. Per noi un valore affettivo, non economico"

Cassino, i ladri fanno razzia in casa di un consigliere comunale. L'appello straziante
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 16-12-2025 11:41 - Tempo di lettura 2 minuti

Ancora un furto a Cassino, l’ennesimo. Dopo i colpi messi a segno nelle attività commerciali e in alcune scuole del comprensorio solo poche settimane fa, da alcuni giorni i malviventi sono tornati in azione anche all’interno delle abitazioni. Solo pochi giorni fa un tentato furto si è registrato in località San Pasquale con i malviventi messi in fuga, mentre l’ultimo colpo messo a segno è stato quello all’interno della casa di un consigliere comunale della città martire.

I malviventi hanno fatto razzia di oro e gioielli presenti nella cassaforte, ma  il vero dramma, rivelato in una commovente lettera aperta da parte dei figli del consigliere, non è di natura economica, bensì affettiva. Dentro quella cassaforte, infatti, non c’erano solo oggetti. “Dentro - spiegano i giovani nella lettera aperta - c’era la vita di nostra madre morta cinque anni fa, a soli 59 anni, per un male infido che non lascia scampo ma che non riesce a portare via l’amore. Da allora viviamo con ciò che resta: i suoi ricordi, la sua presenza silenziosa, le cose che aveva custodito con cura per tutta una vita”.

Ecco quindi il passaggio più toccante della lettera che i ragazzi scrivono ai ladri, sperando in un gesto di umanità. “In quella cassaforte c’erano i suoi gioielli. Non oggetti di grande valore economico, ma di valore infinito per noi. Ogni anello, ogni collana, ogni piccolo oggetto raccontava un momento, un sorriso, una festa, una carezza. Raccontava lei.

Vi scriviamo per chiedervi un atto di pietà.Non vi giudichiamo. Non vi condanniamo. Se si arriva a rubare in casa di altri, forse è perché non si vede un’altra via. Non sappiamo chi siete, né vogliamo saperlo. Vi perdoniamo. Ma vi chiediamo di restituirci anche solo una parte di ciò che avete portato via. Non importa cosa. Qualunque cosa. Per voi possono sembrare banali gioielli da rivendere. Per noi sono vita, respiro, battito del cuore. In quei gioielli c’è la bellezza di mia madre. C’è la felicità di una famiglia oggi spezzata dal dolore, ma che ogni giorno cerca di sopravvivere. C’è il sorriso di mamma, i momenti felici vissuti con noi, la sua voce che ancora mi accompagna”.

I figli del consigliere provano a toccare le corde dell’affetto, sperando di far breccia nel cuore dei malviventi: “Avete una mamma? Allora forse potete capire. Non vi chiediamo di palesarvi. Non vogliamo nomi, né spiegazioni. Vi chiediamo solo di lasciare ciò che potete in una chiesa di Cassino. Chi saprà, poi, farà in modo che mi venga restituito.

Aiutateci a non perdere anche questo. Aiutateci a tenere viva una parte di quella donna speciale che è stata nostra madre. Perché lei, come tutte le madri, era speciale. E perché senza quei ricordi, la nostra vita e quella di nostro mio padre - conclude la lettera - resta a metà”.

Parallelamente al dramma personale della famiglia, l'episodio riaccende la preoccupazione collettiva. La sequenza di furti, dai negozi alle case, ha creato un clima di crescente insicurezza che i cittadini non sono più disposti a tollerare. L'allarme furti prosegue senza tregua, e i residenti tornano a chiedere, con sempre maggiore insistenza, un controllo più capillare e costante del territorio. La sensazione diffusa è che la microcriminalità stia agendo con troppa impunità, mettendo in crisi la tranquillità quotidiana, soprattutto nelle ore serali e notturne.





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