Scuola e Università - l fulcro del progetto è stata la degustazione di pranzi preparati dagli studenti del Settore Cucina e serviti da quelli del Settore Sala
Una serie di laboratori di orientamento esperienziale presso il salone della sede di via Casilina Nord. L’iniziativa seguita dalle professoresse Sara Orobello e Laura Fantaccione dell’Istituto Comprensivo di Esperia-Coreno-Ausonia ha visto gli alunni delle classi terze medie varcare la soglia dei laboratori dell’Istituto Alberghiero, accolti dagli studenti del Settore di Accoglienza Turistica, non come semplici visitatori ma come protagonisti di un’esperienza immersiva.
l fulcro del progetto è stata la degustazione di pranzi preparati dagli studenti del Settore Cucina e serviti da quelli del Settore Sala. Un momento conviviale che ha fatto da cornice a un’attività didattica di alto profilo. I docenti d’indirizzo hanno tenuto stimolanti lezioni interattive sul cibo come cultura e responsabilità, trasformando il momento del pasto in un’aula senza confini.
L’approccio metodologico ha saputo coniugare tecnica e valori, toccando pilastri fondamentali dell’educazione civica e scientifica. Tra una ricetta e una storia del territorio, emerge una domanda semplice e potente: impariamo davvero a nutrirci? È da qui che prende forma il percorso guidato dalla docente di Scienza degli Alimenti, che ha accompagnato gli studenti alla scoperta del significato reale delle calorie: non numeri da temere, ma strumenti per conoscersi.
Capire perché è come calcolare il fabbisogno calorico giornaliero, imparare a distribuire correttamente le calorie nell’arco della giornata e saper calcolare le calorie di un piatto diventa il primo passo per ascoltare il proprio corpo, rispettarlo e ritrovare equilibrio, senza diete drastiche, ma attraverso scelte consapevoli. In questo modo la Cucina Italiana del territorio, oggi riconosciuta eccellenza UNESCO, si rivela per ciò che è davvero: una cultura del cibo che educa, protegge la salute e accompagna i ragazzi verso uno stile di vita sostenibile, dove tradizione e benessere camminano insieme.
Questa sinergia ha generato un impatto immediato su più livelli: gli alunni delle medie hanno vissuto un orientamento attivo: osservare i laboratori in funzione e interagire con i docenti delle superiori ha permesso loro di immaginare concretamente il proprio futuro formativo; gli studenti dell’Alberghiero hanno agito in qualità di tutor e modelli, consolidando le proprie competenze tecniche e relazionali attraverso il peer education.
La collaborazione tra le due dirigenti scolastiche ha dimostrato che la verticalizzazione dei percorsi permette di ottimizzare le risorse e creare un’offerta formativa territoriale integrata, dove la scuola secondaria di secondo grado diventa un centro di diffusione culturale per tutto il comprensorio. Quando l’Alberghiero esce da sé stesso per incontrare gli altri gradi di istruzione, il cibo smette di essere solo nutrimento ma costituisce uno straordinario veicolo di cittadinanza attiva e così l’Istituto diviene “Villaggio”.
Il tema delle alleanze educative verticali è oggi più che mai centrale per garantire il successo scolastico e il benessere psicologico di studenti e studentesse. In un sistema formativo sempre più complesso, l’idea di una scuola come ora è ormai superata. Il successo di un percorso di studi non dipende solo dalla qualità del singolo istituto, ma dalla capacità del territorio di creare un continuo pedagogico.
Le alleanze educative tra scuole rappresentano la vera chiave per combattere la dispersione e garantire una crescita armoniosa, perché la vera forza emerge quando le scuole collaborano attivamente con le realtà locali. Per educare un bambino serve un intero villaggio; questo proverbio africano riassume perfettamente l’essenza delle reti territoriali. La scuola è il fulcro alleanza è il motore. Un esempio virtuoso di come queste teorie possano trasformarsi in realtà d’eccellenza è la recente collaborazione nata tra l’indirizzo Alberghiero dell’IIS San Benedetto e l’Istituto Comprensivo di Esperia-Coreno-Ausonia.
Grazie alla visione strategica delle rispettive dirigenti scolastiche, Maria Venuti e Annamaria Conti l’opportunità offerta dai fondi PN21/27 non è stata vissuta come un semplice adempimento burocratico, ma come il volano per un’alleanza educativa concreta, capace di abbattere le pareti tra i diversi gradi d’istruzione.
Così la dirigente scolastica dell’IIS San Benedetto di Cassino Maria Venuti: “Quando le Istituzioni si uniscono riescono a creare situazioni, eventi, progetti che lavorano in maniera efficace a favore dei ragazzi e lo fanno in maniera precoce. Perché, in modo particolare, in questo momento storico?
Perché mai nella storia della cucina è successo che un intero sistema e non parliamo di un singolo prodotto o di una singola lavorazione ma della Cucina Italiana, diventi Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. È qualcosa di assolutamente innovativo. Questo è il Made in Italy, questo è il futuro dell’Italia a livello mondiale e le Istituzioni Territoriali tutto ciò lo stanno comprendendo, perché puntare su un’eccellenza significa puntare su un futuro eccellente. Le Istituzioni lo stanno comprendendo ma, la Scuola ha già da tempo capito che l’”Orientamento alla Vita” si realizza partendo da ciò che noi siamo e ciò che noi abbiamo”.
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