Opinioni - Tra emozione e ricordi, lo storico pilastro della Polizia Locale dismette la divisa che ha onorato con umanità e dedizione. Una festa circondata da colleghi, familiari e dalle istituzioni per l’inizio di una nuova fase della vita.
Un’altra “colonna” della vecchia guardia della Polizia Locale lascia il palazzo municipale per raggiunti limiti di età. Ancora qualche giorno e poi, dal primo febbraio prossimo, il commissario capo Antonio Neri andrà ad aggiungersi all’elenco dei tanti colleghi in pensione. Lo fa dopo 42 anni di servizio. Tanti ne sono passati dal quel giorno del 1984 quando orgogliosamente indossò per la prima volta la divisa del Corpo.
Per esserne stati testimoni, pur se da un diverso versante, quello di amministratore, posso tranquillamente dire, senza correre il rischio di esagerare, che la divisa l’ha onorata. E’ una espressione, questa, assai usata per dire in positivo di una persona che lascia il lavoro dopo tanti anni.
In questo caso è espressione davvero giusta, direi quasi obbligata, perché il commissario capo Neri, pur nella semplicità, nella modestia del suo modo di essere, ha fatto prevalere nel servizio alla comunità cassinate il sentire di uomo di profonda umanità, che lo ha portato a rapportarsi al cittadino sempre con rispetto ed educazione; e, aggiungiamo, anche con equilibrata comprensione delle varie situazioni, caratteristica di chi sa quanto bisogno ci sia di far leva sul tratto umano in una professione non facile.
Ma che è bella e gratificante se la si fa con passione derivante da spirito di servizio e dalla orgogliosa consapevolezza di trarre onore da una funzione alta, particolarmente delicata. Antonio Neri, ha cercato di nasconderla dietro i suoi prorompenti baffoni, ma gli occhi lucidi, per un istante, hanno tradito l’emozione del momento che lo ha colto, in maniera forte.
Anche in lui, solitamente scanzonato e nel contempo apparentemente così granitico, si è fatta largo la consapevolezza che un’altra fase della vita si chiudeva e se ne apriva una nuova. E’ successo sabato scorso, nei locali del Corpo, dove, attorniato da vecchi colleghi venuti ad omaggiarlo, e dai nuovi, tutti giovani, presente naturalmente il comandante Acquaro, ha offerto un ricco buffet sapientemente preparto dalla moglie Maria, dalle figlie Federica e Ilaria.
Presenti il sindaco Enzo Salera, gli assessori Gino Ranaldi, Giuseppe Capizzi e Gabriella Vacca, i consiglieri Rosario Iemma e Riccardo Consales, l’ex assessore Danilo Grossi, unitamente ad altri familiari a lui cari. Ma la scena è stata occupata dal nipotino Francesco, un vispo bambino si e no di due anni, per niente a disagio tra tutte quelle persone grandi a lui estranee, che indossava una maglietta con su una scritta in gergo dialettale: “Maggià magnà tutta la pensione di nonno”. Auguri, piccolo Francesco. E tanti tanti auguri pure a nonno.
Articolo precedente
Premiamo talenti: la BCC Terra di Lavoro celebra il merito con Erri De Luca