Terelle si mobilita contro il 5G su Monte Cairo: domenica la raccolta firme in Piazza Crolla

Cassinate - Il comitato cittadino accusa l'amministrazione: "Montagna svenduta per 500 euro al mese e procedure poco trasparenti. Difendiamo il nostro patrimonio naturale". Leone: "Sarà anche l’occasione per mostrare ai cittadini i primi documenti in nostro possesso"

Terelle si mobilita contro il 5G su Monte Cairo: domenica la raccolta firme in Piazza Crolla
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 17-02-2026 14:04 - Tempo di lettura 2 minuti

Domenica 22 Febbraio diamo appuntamento a tutti i cittadini di Terelle a passare dalle ore 9:00 in poi in Piazza Crolla per sottoscrivere la "petizione contro l’installazione dell’antenna 5g sul versante di Monte Cairo". Ad annunciarlo è il comitato che non nasce contro la tecnologia o il progresso, "come qualcuno cerca di strumentalizzare, conosciamo tutti l’importanza di infrastrutture che consentano anche nei piccoli comuni di non restare indietro a nessuno. Il comitato nasce per salvaguardare la montagna, unico bene sul quale Terelle ha la responsabilità di custodire, proteggere e anche coccolare. Da consegnare intatta alle nuove generazioni. Così come è stato fatto dalle precedenti con noi".

Spiega ancora il comitato:  "Domenica sarà anche l’occasione per mostrare ai cittadini i primi documenti in nostro possesso. La delibera di giunta del 30 ottobre, la manifestazione di interesse del 16 ottobre della Società di telecomunicazione. Dal 30 ottobre a qualche giorno fa nessun cittadino era stato informato di questo progetto. Restiamo in attesa degli ulteriori documenti richiesti nell’accesso agli atti protocollato nei giorni precedenti.  Si resta però meravigliati e perplessi, nel leggere sia la delibera che il contratto di locazione su 4 aspetti".

Ecco i punti salienti: la procedura di autorizzazione dell’ufficio tecnico con il silenzio assenso su un’area soggetta a tanti vincoli. Come mai un ufficio tecnico si assume così tante responsabilità, non coinvolgendo, le altre autorità nel procedimento decisionale, quantomeno per avere anche eventuale ulteriore supporto tecnico e giuridico a sostegno di un’autorizzazione così importante per un Piccolo Comune? 

Nessuna comunicazione ai cittadini. Una poco chiara pubblicità sia della manifestazione di interesse del privato che delle procedure autorizzative del Comune. L’amministrazione baipassa il Consiglio comunale e demanda tutto al tecnico comunale attraverso una delibera di giunta nella quale indica il silenzio assenso come procedura. Come mai? 

Il contratto di Locazione è palesemente a svantaggio del Comune. Dal fitto basso, alla clausola che vieterebbe al Comune la possibilità di rifiutarsi di rinnovare il contratto al termine dei primi 6 anni. Nessun beneficio di potenziamento della rete o di investimenti sulle infrastrutture del Comune sono presenti nel contratto. 

Il fitto da 500€ al mese. Perché mai un Comune dovrebbe svendere la propria montagna, la sua area più selvaggia e incontaminata, il panorama da cartolina del Paese per soli 6mila euro annui? E senza alcun beneficio per la Comunità. "L’appuntamento è per Domenica 22 in piazza", conclude Bendetto Leone.





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