Politica - Con il 52,13% dei consensi, la città martire si schiera controcorrente rispetto alla provincia. Il plauso del vicesindaco Gino Ranaldi: "Premiato il senso civico e il mondo della giustizia"
Il dato finale parla chiaro e consegna a Cassino un ruolo di primo piano nel panorama politico e civile della provincia. In una giornata caratterizzata da una partecipazione al voto che non si vedeva da anni, la città martire ha scelto di schierarsi a difesa della Carta Costituzionale, premiando il lavoro capillare svolto dal Comitato per il NO. Con un’affluenza che ha sfiorato il 60%, i cittadini hanno riaffermato il valore della partecipazione democratica, trasformando il referendum in un momento di riappropriazione collettiva dei principi fondamentali dello Stato di diritto.
Il successo porta la firma del Presidente del Comitato per il NO, Romeo Fionda, che ha guidato una mobilitazione basata sul dialogo diretto e sull'approfondimento tecnico. Fionda ha sottolineato come il risultato sia il frutto di un impegno che ha saputo unire diverse anime della società civile, dai sindacati ai giuristi, passando per il mondo del volontariato. Sotto la sua guida, il Comitato ha evitato la trappola degli slogan preferendo la chiarezza dei contenuti, portando nelle piazze e nei mercati le ragioni di una scelta che mirava a preservare l'indipendenza della magistratura e l'architettura democratica del Paese.
Ripercorrendo le tappe di questa sfida, Romeo Fionda ha espresso con vigore il senso di questo traguardo: "La maggioranza degli italiani, anche a Cassino, ha compreso la vera posta in palio: la tenuta dell’architettura dello Stato di diritto e il principio di autonomia e indipendenza della magistratura. Il fatto che Cassino si sia mossa in controtendenza rispetto alla media provinciale dimostra quanto sia stato incisivo il lavoro svolto sul territorio. Questa vittoria appartiene a chi si è speso con passione e responsabilità nella campagna per il NO, a difesa della nostra Costituzione."
A dare manforte politica e istituzionale a questa posizione è arrivato il commento del vicesindaco di Cassino, l'avvocato Gino Ranaldi. La sua analisi si è concentrata sulla specificità della città, sede di Tribunale, dove il mondo della giustizia ha risposto con fermezza. Ranaldi ha evidenziato come Cassino sia riuscita a distinguersi dal resto della provincia di Frosinone, dove invece il Sì ha prevalso, confermando la città come un'isola di riflessione consapevole e autonoma.
Le parole del vicesindaco hanno messo l'accento anche sul fondamentale ricambio generazionale visto ai seggi: "Esprimo la mia profonda soddisfazione per l’esito del voto nella nostra città, dove il NO si è affermato con il 52,13%. Cassino si distingue in modo netto e si conferma una realtà capace di esprimere una posizione consapevole. Un contributo rilevante è arrivato dal mondo della Giustizia, grazie all’impegno di colleghi avvocati e magistrati. È stato inoltre incoraggiante il coinvolgimento delle giovani generazioni, che hanno dimostrato attenzione e responsabilità verso le scelte che riguardano il loro futuro."
Il risultato di 8.472 voti favorevoli al NO non rappresenta dunque solo un dato numerico, ma un segnale politico che rafforza l'identità civile di Cassino. Il coordinamento tra il Comitato di Fionda, il supporto del sindaco Enzo Salera e l'azione di Ranaldi ha creato un fronte compatto che ha saputo parlare al cuore e alla testa degli elettori, chiudendo questa stagione referendaria con un inno alla Repubblica e alla difesa dei suoi valori originari.
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