"Oggi siamo come nel dopoguerra": l'urlo di Cassino contro il declino industriale

Economia - Fuga dei giovani e imprese che chiudono: l'Unione Commercianti lancia l'allarme sul collasso del sistema Stellantis e chiede un tavolo permanente per salvare il Lazio Meridionale. Florindo Buffardi, presidente dell'Unione Commercianti della provincia di Frosinone, si appella al governatore Francesco Rocca

"Oggi siamo come nel dopoguerra": l'urlo di Cassino contro il declino industriale
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 08-04-2026 13:21 - Tempo di lettura 2 minuti

Il grido d'allarme che si leva dal Lazio Meridionale ha il tono della disperazione e il volto di una crisi che rischia di cancellare decenni di storia produttiva. Florindo Buffardi, presidente dell'Unione Commercianti della provincia di Frosinone, ha indirizzato una lettera durissima al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, dipingendo un quadro dai tratti drammatici: il territorio di Cassino sta scivolando in una voragine industriale e sociale che non trova paragoni se non nei difficili anni della ricostruzione post-bellica.

Al centro della contesa non c'è solo il declino dello stabilimento Stellantis, ormai considerato un segnale di collasso imminente per l’intero sistema locale, ma soprattutto il peso insostenibile della burocrazia regionale. Buffardi punta il dito contro un decennio di stasi amministrativa, denunciando come la Regione Lazio stia di fatto bloccando lo sviluppo dell’area a causa della mancata approvazione del piano regolatore industriale.

Questo dossier, passato attraverso le gestioni del Cosilam e del Consorzio Unico, risulterebbe oggi incagliato negli uffici della Pisana, condannando il territorio a un immobilismo che allontana ogni possibile investitore.

La tesi del presidente dei commercianti è netta: nessuna azienda seria sceglierebbe mai di insediarsi in un’area priva di certezze urbanistiche e di una visione programmatica chiara. Mentre altri territori si organizzano per intercettare la crescita, Cassino resta al palo, costringendo i giovani alla fuga e le imprese dell'indotto alla chiusura definitiva. Secondo Buffardi, questa non è più una semplice trascuratezza, ma una vera e propria responsabilità politica che sta portando al declino inesorabile di una comunità intera.

Le richieste avanzate al Governatore Rocca non lasciano spazio a interpretazioni o giri di parole. L'Unione Commercianti esige lo sblocco immediato dell'iter burocratico per il piano regolatore, con scadenze certe e vincolanti, e la convocazione urgente di un tavolo permanente dedicato alla reindustrializzazione del Lazio Meridionale.

La missiva si chiude con un monito severo: Cassino si sente un territorio abbandonato dalle istituzioni. Ogni giorno di ritardo si traduce in un’azienda che abbassa la saracinesca e in una famiglia che perde la propria sicurezza economica. La Regione è chiamata a rispondere con atti concreti, abbandonando la stagione degli slogan prima che il punto di non ritorno venga definitivamente superato.





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