Asl Frosinone, lo studio Salera vince la battaglia legale: tornano in cassa 700mila euro

Cronaca - Ribaltata la richiesta degli eredi in un caso di malasanità: gli avvocati Sandro Salera e Carlo Beneduci dimostrano l'illegittimità delle somme incassate dai creditori

Asl Frosinone, lo studio Salera vince la battaglia legale: tornano in cassa 700mila euro
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 14-04-2026 19:15 - Tempo di lettura 2 minuti

Un’importante vittoria legale segna la fine di un lungo contenzioso tra l’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone e i creditori di un risarcimento per malasanità. Grazie all'intervento dello studio legale Salera di Cassino, l’ente sanitario ha ottenuto la restituzione di ben 700mila euro, somma che era stata pignorata illegittimamente.

La vicenda affonda le radici in un tragico episodio di malasanità costato la vita a un uomo di circa 60 anni. In un primo grado di giudizio, la Asl – all’epoca difesa da uno studio legale del capoluogo – era stata condannata a risarcire gli eredi della vittima con una cifra complessiva vicina al milione di euro.

Il nodo del contendere, tuttavia, non riguardava la quota capitale del risarcimento, bensì il calcolo degli interessi moratori. Gli eredi, attraverso il proprio legale, avevano infatti quantificato e successivamente incassato tramite pignoramento ulteriori 700mila euro a titolo di interessi. Una cifra ritenuta indebita e fuori norma dall’Azienda Sanitaria.

Per tentare il recupero dell'ingente somma, la Asl ha deciso di cambiare strategia legale, affidando l’incarico agli avvocati Sandro Salera e Carlo Beneduci. I due avvocati del Foro di Cassino hanno intrapreso una complessa battaglia legale volta a dimostrare l'illegittimità di quel prelievo forzoso.

Nei giorni scorsi è arrivata la parola fine: la sentenza pubblicata dal Tribunale ha accolto integralmente le tesi degli avvocati Salera e Beneduci. I giudici hanno stabilito che quei 700mila euro non erano dovuti, ordinandone l’immediata restituzione nelle casse dell’azienda pubblica.

Un risultato che non solo premia la strategia dello studio legale di Cassino, ma garantisce il recupero di fondi essenziali per la sanità pubblica provinciale, messi a rischio da un calcolo degli interessi rivelatosi errato e illegittimo.





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