Scuola e Università - I bambini della scuola dell’infanzia di Sant’Elia Fiumerapido e gli alunni delle classi quinte della scuola primaria del plesso “Ferdinando Arpino”, hanno incontrato la direttrice della Caritas Diocesana, Maria Rosaria Lauro
Nell’ambito del progetto “Un ramoscello d’ulivo: simbolo di rinascita e di pace” coinvolto i bambini della scuola dell’infanzia di Sant’Elia Fiumerapido e gli alunni delle classi quinte della scuola primaria del plesso “Ferdinando Arpino”, hanno incontrato la direttrice della Caritas Diocesana, Maria Rosaria Lauro.
“Un ramoscello d’ulivo” si configura così non solo come un’attività scolastica, ma come un autentico ponte tra mondi diversi, capace di unire esperienze, sensibilità e vissuti, e di trasmettere un messaggio universale di pace, speranza e rinascita.
Durante l’incontro, la direttrice della Caritas, Lauro, ha dialogato con i bambini con parole semplici ma profonde, parlando di pace, perdono, rinascita e responsabilità. Ha sottolineato il valore dei piccoli gesti sinceri, capaci di raggiungere anche chi vive situazioni di solitudine e fragilità.
L’iniziativa, pensata in vista della Domenica delle Palme, ha avuto come obiettivo quello di trasmettere ai più piccoli i valori della solidarietà, dell’empatia e della condivisione: offrire uno spiraglio di luce a chi vive una condizione di difficoltà, rafforzare l’autostima, rinnovare la fiducia, incoraggiare chi è caduto a rialzarsi e contribuire ad abbattere pregiudizi spesso radicati.
Il progetto ha previsto la realizzazione di un piccolo segno concreto: una colomba accompagnata da ramoscelli di ulivo e da pensieri dedicati alla Pasqua. I bambini, guidati dai loro insegnanti, hanno lavorato con entusiasmo e creatività, trasformando parole e materiali in messaggi di speranza, pace e rinascita. Ogni elaborato è stato realizzato con cura e consapevolezza, sapendo che sarebbe stato destinato a persone che stanno attraversando un momento delicato della loro vita.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di crescita educativa, confermando la scuola come luogo di formazione integrale della persona, non solo sul piano cognitivo, ma anche umano e sociale. I messaggi e i gadget saranno consegnati ai detenuti della Casa Circondariale di Cassino come segno di vicinanza in occasione della Domenica delle Palme: un gesto simbolico ma profondamente significativo, che richiama l’idea che nessuno debba sentirsi dimenticato.
La Caritas Diocesana di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo è presente da oltre venticinque anni nella Casa Circondariale “San Domenico Vertelle” di Cassino, accanto alle persone private della libertà personale, con l’obiettivo di accompagnarle in un percorso di recupero umano e sociale. La struttura ospita circa duecento detenuti, con una significativa presenza di persone di diverse nazionalità, culture e religioni. In questo contesto, la Caritas opera ponendo al centro la dignità della persona, senza negare le responsabilità penali, ma promuovendo cammini rieducativi fondati sulla speranza e sulla possibilità di rinascita.
"In questo contesto si inserisce con forza anche il valore educativo del volontariato e del service learning, che la nostra scuola promuove come pratica didattica capace di unire apprendimento e impegno civico - dichiara emozionato il preside Malandrino - come dice il filosofo Giuseppe Ferraro «Quando le scuole non saranno più carceri e le carceri saranno scuole, allora sì, diventeremo una democrazia» : una riflessione che richiama con forza il senso più autentico di esperienze come questa, in cui la scuola esce da sé stessa e diventa comunità educante aperta, capace di costruire ponti e generare consapevolezza. Lo può fare perchè abbiamo delle docenti, come le maestre Esposito, Fiorito, Recchia, la prof.ssa Coletta, con un grande cuore, e il cuore fa spesso fa la differenza".
Il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di Sant'Elia Fiumerapido Malandrino, sottolinea il valore profondo di queste azioni: educare al servizio significa formare cittadini responsabili, capaci di riconoscere nell’altro una persona e non un errore. È attraverso esperienze concrete di solidarietà che gli alunni apprendono il significato della dignità, dell’inclusione e della corresponsabilità sociale.
"Non è un caso che la nostra scuola" - aggiunge - "si sia recentemente distinta anche per il successo di un alunno della classe terza A, vincitore del concorso “Inni alla vita”, promosso dal gruppo scout di Cervaro in memoria di Maurizio Bianchi, prematuramente scomparso".
Gli studenti hanno composto una poesia ispirata al messaggio “nessuno è meno, nessuno è troppo, ognuno è unico”: un principio che trova piena espressione anche in questa iniziativa a favore dei detenuti, rafforzando un’educazione orientata al rispetto, alla solidarietà e al riconoscimento del valore irripetibile di ogni persona.
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