Cronaca - L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino e presentata in conferenza stampa dal Procuratore Carlo Fucci e dal Tenente Colonnello Giovanni Anastasia, Comandante dei Carabinieri di Cassino, ha portato a 108 indagati complessivi. Tutti i dettagli
I Carabinieri di Cassino hanno smantellato un'organizzazione dedita alla falsificazione di documenti per fa riottenere la patente di guida a coloro che, fermati per un controllo, si vedevano ritirare la patente perché sotto l’effetto di alcolici o droghe. Tre persone, tra i 48 e i 54 anni, residenti a Colleferro, Valmontone e Alatri, e già noti per precedenti legati alla droga, sono stati raggiunti da misure cautelari. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino e presentata in conferenza stampa dal Procuratore Carlo Fucci e dal Tenente Colonnello Giovanni Anastasia, Comandante dei Carabinieri di Cassino, ha portato a 108 indagati complessivi.
Il sistema illecito, in piedi dal 2019 , mirava a fornire ai consumatori di alcol e droghe, ai quali era stata ritirata la patente, una via per aggirare i complessi controlli e analisi necessari per riottenerla. La truffa prevedeva la presentazione di documentazione medica falsa, inclusi esami delle urine e profili psichiatrici, per far apparire i richiedenti "immacolati" di fronte alla Commissione medica dell'ASL di Cassino. Il costo di questo servizio illecito variava tra i 2.000 e i 6.000 euro.
L'indagine è partita a dicembre 2022 grazie a una segnalazione da parte di un funzionario della Commissione Medica Locale dell'ASL di Cassino. Il funzionario aveva notato delle anomalie nella documentazione di un individuo in evidente stato di alterazione psico-fisica. Il medico indicato come firmatario del certificato di buona salute ha disconosciuto la propria firma. Questo ha portato i Carabinieri a sequestrare la pratica in questione e altre analoghe con fondati sospetti di irregolarità o reato, bloccando l'iter amministrativo di oltre cinquanta richieste di rilascio di patenti.
Le indagini hanno permesso di identificare oltre un centinaio di richieste effettuate con certificazioni false. In oltre 50 casi, le patenti erano già state restituite e sono state nuovamente ritirate. Oltre 100 beneficiari di queste patenti, molti dei quali provenienti da Roma , sono ora indagati per concorso nei reati di falsità materiale e falsità ideologica in atti pubblici e privati, gli stessi reati ipotizzati per i tre organizzatori.
Centinaia di denunce e disconoscimenti di firme e timbri sono stati presentati ai Carabinieri da parte di istituti medici, aziende sanitarie e medici. Il Procuratore Fucci, che ha illustrato l’operazione nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri nell’aula ‘Ranaldi’ del Tribunale di Cassino ha sottolineato l'importanza dell'operazione, che ha messo fine a un sistema che permetteva a persone non idonee di tornare a guidare.
Al termine delle formalità di rito, uno dei tre indagati è stato sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di dimora, congiuntamente all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre gli altri due sono stati sottoposti al solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
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