Economia - Colomba amara per gli operai dello stabilimento di Piedimonte San Germano: sono rientrati al lavoro ieri, ma domani già sono nuovamente a casa e torneranno in fabbrica dopo le festività. Forse. Si ipotizza un lungo stop fino alla metà del mese di aprile. Nel primo trimestre meno di 15 giorni in fabbrica. La Uilm: "Chiuderemo il 2026 con soli 70 giorni di lavoro"
Non c’è stato nemmeno il tempo di varcare la soglia dei cancelli che per gli operai di Stellantis Cassino Plant è già scattato un nuovo contrordine. Dopo un lungo periodo di fermo, il rientro in fabbrica di ieri si è trasformato in un amaro "stop and go": il Comitato Esecutivo ha infatti comunicato una nuova serrata produttiva che blocca i reparti di lastratura e verniciatura già da oggi, giovedì 26 marzo, per poi estendersi a tutto il montaggio da domani e fino al 3 aprile.
Complici le festività pasquali, i lavoratori non rivedranno la linea prima del 7 aprile, ma le nubi all'orizzonte sono fitte: fonti sindacali ben informate ipotizzano infatti già un ulteriore blocco dal 7 fino a metà mese, riducendo l’attività di aprile a una manciata di giorni, in linea con un primo trimestre da incubo che non ha mai superato le 15 giornate lavorative totali.
Qualora questa media di 5 giorni di lavoro al mese dovesse continuare per tutto l’anno, significherebbe chiudere il 2026 con poco più di 60 giorni di lavoro, circa la metà rispetto a quelli dello scorso anno quando gli operai varcarono i cancelli 110 giorni e rimasero a casa 105 giorni: fino ad oggi l’anno peggiore, il 2025, in termini di produzione, ma i record negativi sembrano susseguirsi.
Il collasso produttivo è infatti fotografato dai numeri impietosi dell'impostato giornaliero, che oggi è fissato a sole 170 vetture. In questa brevissima parentesi di riapertura di ieri e oggi verranno prodotte dunque poco più di 300 automobili in totale, un abisso rispetto al passato recente del 2024, quando, su due turni, si superavano le 250 unità per turno, garantendo una produzione giornaliera di oltre 500 veicoli.
Questa drastica riduzione riflette l'assenza di ordini per Giulia, Stelvio e il Maserati Grecale, con quest'ultimo che non vede numeri sufficienti a sostenere i ritmi dello stabilimento.
Mirko Marsella, segretario provinciale della Fim Cisl, conferma con amarezza che queste brevi riaperture servono solo a smaltire le pochissime commesse residue per i concessionari. "Purtroppo mancano gli ordini", spiega Marsella, sottolineando come queste due giornate siano state sfruttate solo perché l'azienda deve consegnare il minimo pattuito mensilmente senza allungare troppo i tempi. Secondo l'esponente della Cisl, questo trend negativo segnerà tutto l'anno e proietterà ombre pesanti anche sul 2027, che al momento non offre segnali di ripresa sostenibile.
Sulla stessa lunghezza d'onda Gennaro D'Avino, segretario provinciale della Uilm, che definisce la situazione attuale come un'anomalia storica mai vista prima nel sito di Piedimonte San Germano. D'Avino evidenzia come si continui “a lavorare alla giornata in un clima di totale precarietà”, avvertendo che “se i volumi rimarranno questi, sarà difficile persino raggiungere le 70 giornate lavorative in tutto l'anno”.
Il segretario Uilm ribadisce che “non è più possibile vivere in questa incertezza e che è urgente trovare una soluzione strutturale in tempi rapidissimi”.