Economia - Dalla riduzione delle liste d'attesa all'integrazione con progetti come "Officine Municipali" di Pignataro Interamna, verso un modello di prossimità. Oltre 15 Comuni coinvolti per un supporto essenziale a fasce fragili
Si è tenuto presso la Provincia di Frosinone l’incontro promosso dallo SPI CGIL Frosinone Latina con i vertici regionali, dedicato allo sviluppo dello Sportello Sociale e alle prospettive di welfare diffuso nei territori. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra rappresentanti istituzionali, sindacati, amministratori locali e attori del terzo settore, mettendo al centro l’esperienza maturata nel territorio e rilanciando una visione integrata delle politiche sociali.
Beatrice Moretti, Segretaria Generale SPI CGIL Frosinone Latina ha moderato l’incontro, Guglielmo Festa, Segretario SPI CGIL Roma e Lazio ha illustrato i risultati dello sportello sociale
Sono intervenuti: Enrico Pittiglio, Consigliere Provincia Frosinone Enzo Salera, Sindaco di Cassino; Benedetto Murro, Sindaco di Pignataro Interamna; Rosaria Benedetta Assessora alle politiche sociali comune di Pignataro Interamna; Maurizio Ottaviani, Direttore AIPES Sora; Carmelo Geremia Palombo, Presidente APS Fontanarosa Rosa D’Emilio delegata da Giuseppe Massafra, Segretario Generale CaLT Frosinone Latina. Conclude: Alessandra Romano, Segretaria Generale SPI CGIL Roma e Lazio
Nell’ultimo anno lo Sportello Sociale SPI CGIL si è affermato come strumento essenziale per l’ascolto, l’orientamento e il supporto alla cittadinanza, in particolare per le fasce più fragili: anziani, persone con disabilità, caregiver e famiglie in difficoltà. Sono già oltre 15 i comuni attivati nella provincia, con una crescita costante di accessi e richieste di supporto, a conferma della rilevanza sociale del servizio.
Dall’assistenza per l’accesso a misure come il “Dopo di Noi” alla consulenza sulle pratiche sociosanitarie, dallo sportello informativo per l’amministrazione di sostegno ai percorsi di supporto psicologico e orientamento alla rete dei servizi, i numeri restituiscono un quadro chiaro: il bisogno di prossimità è reale e crescente.
Tra i nodi più urgenti emersi, anche quello delle liste d’attesa nei servizi sanitari e assistenziali, ormai divenute insostenibili per migliaia di cittadini, in particolare per chi vive nei piccoli comuni o ha difficoltà di mobilità. I referenti SPI hanno ribadito l’esigenza di un impegno strutturale per ridurre i tempi di attesa, garantire il diritto alla cura e rafforzare la presa in carico integrata.
Tra le esperienze più significative emerse nel dibattito, spicca quella del Comune di Pignataro Interamna, che ha saputo integrare il modello dello Sportello Sociale con il progetto “Officine Municipali”. La struttura, nata grazie al contributo della Regione Lazio, ha trasformato un ex mattatoio in uno spazio multifunzionale aperto alla comunità: coworking, sportelli di consulenza, formazione, servizi per le famiglie e progetti di prevenzione.
Un esempio virtuoso di come riqualificare gli spazi pubblici per generare impatto sociale, attivare reti territoriali e facilitare l’incontro tra cittadini, istituzioni e mondo del lavoro. “Non un semplice servizio, ma una visione di comunità inclusiva e generativa”, è stato sottolineato da più interventi nel corso del confronto. Ampio spazio è stato dedicato al tema della prevenzione come leva fondamentale per contenere il disagio e promuovere benessere, ma anche per ridurre i costi sociali di intervento. Dall’assistenza domiciliare integrata all’educazione alla salute, passando per le azioni di contrasto alla solitudine involontaria, il territorio chiede investimenti stabili e strategie sistemiche.
Tra gli spunti più innovativi emersi, la proposta di ripensare il territorio in chiave di co-housing diffuso e di ripopolamento delle aree interne, attraverso modelli abitativi condivisi e accessibili, reti di supporto comunitarie, valorizzazione del patrimonio immobiliare dismesso. Un’idea che punta a coniugare la risposta ai bisogni con lo sviluppo locale e la rigenerazione sociale. I rappresentanti dello SPI CGIL hanno sottolineato l’urgenza di consolidare quanto fatto finora e di aprire una nuova fase, in dialogo con le istituzioni regionali e locali. “Lo Sportello Sociale non è solo un presidio di aiuto – è stato detto – ma il primo tassello di un nuovo welfare di comunità. Per questo serve continuità, risorse e coraggio politico”.
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