Politica - I consiglieri di opposizione Evangelista, Sebastianelli e Incagnoli denunciano "errori amministrativi e danni economici" e chiedono all'Amministrazione Salera di assumersi le proprie responsabilità
La vendita della Farmacia Comunale San Bartolomeo, approvata dal Consiglio Comunale il 29 gennaio 2024, si sta rivelando un vero e proprio boomerang per le casse del Comune di Cassino. Un'operazione che, secondo i consiglieri di opposizione Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli, ha portato a "errori amministrativi e danni economici per la città".
La vicenda, iniziata con l'approvazione della perizia di stima della farmacia e dell'indennità di avviamento per il gestore uscente, ha subito una brusca frenata con la sospensione del bando di gara da parte del TAR del Lazio.
A questo si aggiunge un debito fuori bilancio di 7.721,38 euro, riconosciuto dal Consiglio Comunale a favore del dott. Alessandro Morsilli, e una causa pendente presso il Tribunale di Cassino con richiesta di risarcimento danni di circa 3 milioni di euro.
I consiglieri di opposizione puntano il dito contro la "gestione superficiale e dannosa" dell'Amministrazione Salera, accusandola di aver agito con "fretta sospetta" e di aver ignorato le norme nazionali che impongono l'utilizzo dei ricavi derivanti da dismissioni patrimoniali per ridurre il debito pubblico.
"A pagare il conto di questi errori non è il sindaco Salera, ma i cittadini di Cassino", affermano i consiglieri di opposizione, che ribadiscono il loro impegno a "vigilare sulla gestione delle risorse pubbliche, affinché non si ripetano più scelte scellerate e irresponsabili come questa".
L'auspicio dei consiglieri di opposizione è che l'Amministrazione Salera, "invece di perseverare negli errori, sia disponibile al confronto e alla ricerca di una soluzione per limitare i danni".
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