Il NO al Referendum e la storia del Novecento

Politica - L'evento si terrà domenica 15 marzo presso la Casa della Cultura nel Parco Baden Powell Cassino, e vedrà come protagonisti l'attrice Elisabetta Magnani e il magistrato Giuliano Turone impegnati in una contestualizzazione della riforma Nordio con la storia del secondo Novecento

Il NO al Referendum e la storia del Novecento
di Teresa Franchini - Pubblicato: 14-03-2026 13:00 - Tempo di lettura 3 minuti

Giuliano Turone è uno dei magistrati che, negli anni Settanta e Ottanta del Novecento, hanno condotto le inchieste giudiziarie sulle stragi e sugli omicidi 'eccellenti' che hanno insanguinato l'Italia nel corso della cosiddetta "strategia della tensione" di quei due decenni.

Queste inchieste - che spaziano dalla strage milanese di piazza Fontana a quella con il maggior numero di vittime che ha semidistrutto la stazione ferroviaria di Bologna - hanno portato alla scoperta del "sistema" di potere occulto della loggia massonica segreta P2, attraverso l'individuazione e la perquisizione del luogo dove si celava, in un piccolo comune toscano, Castiglion Fibocchi, l'archivio di quella loggia segreta.

La perquisizione è avvenuta il 17 marzo 1981 e ha portato al sequestro di un elenco di circa mille affiliati alla P2 e di una grande quantità di documentazione estremamente importante, indicativa dell'esistenza di un vero e proprio Antistato che, proprio attraverso la P2, gestiva i vari episodi cruenti della strategia della tensione. Il testo di teatro civile che viene presentato a Cassino dal magistrato Giuliano Turone e dall'attrice Elisabetta Magnani intende, in primo luogo, collegare quegli episodi cruenti al "sistema" P2 e, attraverso il "Manuale Westmoreland", ai servizi segreti americani.

In secondo luogo, il testo intende evidenziare come l'indipendenza della magistratura, voluta dalla Costituzione del 1948, abbia suscitato già sin dagli anni Settanta e Ottanta una profonda avversione da parte di ambienti che, per una ragione o per l'altra, non hanno gradito che i magistrati di allora avessero acclarato e dimostrato - faticosamente, data la frequenza di continui depistaggi - la responsabilità della destra eversiva per le stragi di quel ventennio





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