Cronaca - Diciassette famiglie fuori casa da luglio. Il rientro slitta probabilmente al 2027 tra risparmi che finiscono e l’immobilità della burocrazia. Questa mattina il sopralluogo sei periti, Salera respinge le accuse di immobilismo: "Il Comune ha fatto il possibile". Tra una settimana l'incontro che potrebbe essere forse decisivo per mettere fine alla fase di stallo
Il cronometro segna otto mesi da quel 23 luglio che ha cambiato tutto. Diciassette famiglie fuori casa, un palazzo che resta lo scheletro annerito di una tragedia sfiorata e una burocrazia che pare immobile. Oggi, la tensione in Via Zamosch si taglia con il coltello: gli inquilini, stremati, trasformano l'assemblea pubblica in un grido di protesta contro il silenzio delle assicurazioni e una politica che sentono distante.
La realtà è cruda: le promesse di rientro entro il 2025 svaniscono. Le nuove proiezioni spostano l'orizzonte alla fine del 2026, con il rischio concreto di scivolare nel 2027. "Paghiamo affitti altissimi e intanto i risparmi finiscono", denunciano i residenti. Oltre al danno economico, emerge un logoramento psicologico profondo.
Anche sul fronte fiscale la polemica è aperta: la sospensione di Imu e Tari viene percepita da alcuni residenti come parziale e insufficiente a compensare i costi di una doppia abitazione che dura ormai da quasi un anno.
A guidare la battaglia legale è l'avvocato Emiliano Venturi. Il legale non usa giri di parole: il blocco è causato dalle compagnie assicurative. A otto mesi dal rogo, manca ancora una quantificazione definitiva del danno. "Il condominio ha fatto tutto il possibile, anticipando anche cifre importanti per le istruttorie", chiarisce Venturi. Senza numeri certi sui rimborsi, approvare i preventivi milionari per la ricostruzione resta un salto nel buio che nessuno può permettersi.
Il sindaco Enzo Salera mantiene una posizione di rigida separazione tra i ruoli. Per il Comune, la pratica è chiusa: "È una controversia tra privati e assicurazioni. Noi abbiamo fatto il massimo sospendendo le tasse comunali, iMU e TARI, ora non abbiamo titolo legale per intervenire". Una chiusura che lascia l'intera responsabilità del braccio di ferro nelle mani dei periti.
Al termine di una lunghissima e accesa riunione, le parti hanno deciso di aggiornarsi a brevissimo per un nuovo incontro decisivo: in quella sede, l'assicurazione presenterà ufficialmente i preventivi. Questi documenti dovranno poi ricevere il via libera definitivo dall'assemblea condominiale. Se il passaggio otterrà il semaforo verde, i lavori potrebbero finalmente partire, mettendo fine alla fase di stallo e aprendo la strada alla cantierizzazione dell'edificio.
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