IL PROGETTO - Vincenzo Capaldi (Cds Cassino) e Walter Bianchi (presidente Dike): "Ci sono persone con diritti da tutelare. Attraverso il dialogo e la riflessione è possibile elaborare la responsabilità del reato e immaginare nuovi percorsi di vita"

Incontri laboratoriali tenuti nell’area dedicata alle attività trattamentali con un gruppo di detenuti a cura di una equipe multidisciplinare. Un percorso di dialogo e confronto attraverso il cinema e il linguaggio universale delle immagini. Una relazione fitta e costante con il personale del carcere cassinate culminata in una serie di interviste. Un diario di viaggio sotto forma di blog dove raccontare, passo dopo passo, l’evoluzione del progetto.
È questa la fotografia capace di restituire il senso che ha attraversato “Storiediriscatto”, il progetto a cura del Centro dei Diritti e della Solidarietà – OdV e dell'Associazione Dike con il contributo della Regione Lazio svoltosi nella Casa circondariale di Cassino.
"Con questo percorso abbiamo voluto e potuto conoscere i bisogni dei detenuti e le loro necessità personali», racconta Vincenzo Capaldi, presidente del CDS di Cassino. «Attraverso le nostre attività laboratoriali, abbiamo attivato emozioni nel personale detenuto. L’obiettivo era favorire un cammino di riflessione e analisi rispetto la responsabilità del reato, dei suoi effetti sulla vittima e sulla società per immaginare, allo stesso tempo, nuovi percorsi di vita».
Il medium cinema è stato lo strumento con cui il gruppo di lavoro fatto di assistenti sociali, psicologi, educatori e comunicatori ha scelto di stabilire un canale di relazione con il personale detenuto".
Scegliere un film per una visione collettiva all’interno di un luogo di detenzione è un atto che richiede particolare sensibilità perché necessario a gettare un ponte fra le attrici e gli attori in gioco», racconta Walter Bianchi, presidente dell’associazione Dike.
"Dietro le sbarre ci sono persone con diritti da tutelare e con storie da ascoltare. E da ascoltare c’è anche la voce di chi all’interno di un carcere svolge la propria attività professionale. Per questo abbiamo dedicato parte della nostra attività di comunicazione a delle interviste al personale del penitenziario cassinate che ci ha permesso di svolgere il nostro lavoro".
LINK AL VIDEO: https://youtu.be/FDX4PbasNEg

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