Cronaca - Mentre il Direttore Generale della ASL esprime solidarietà e vicinanza agli operatori, i sindacati Uil Fpl e Ugl Salute alzano la voce, denunciando la mancanza di protezione e chiedendo presidi fissi, videosorveglianza e supporto psicologico per i sanitari
Le indagini dei Carabinieri proseguono a 360 gradi per risalire agli altri familiari dell'arrestato dopo l'ennesimo, brutale episodio di violenza avvenuto all'ospedale "Santa Scolastica". La notte di sabato, poco dopo la mezzanotte, la tensione è esplosa quando i familiari di un paziente ricoverato per problemi cardiaci hanno iniziato a protestare per i lunghi tempi di attesa. La situazione è degenerata rapidamente, portando a una vile aggressione contro il personale sanitario.
Il giovane aggressore è stato immediatamente bloccato dal personale e successivamente arrestato dai Carabinieri, Un altro parente coinvolto è riuscito a fuggire e per questo motivo le indagini vanno avanti senza sosta. A seguito dell'aggressione, il personale dell'ospedale ha mantenuto un rigido silenzio. L'episodio ha scosso profondamente la struttura e in particolar modo i professionisti aggrediti che non rilasciano dichiarazioni in merito all'accaduto.
A rompere il silenzio è il Direttore Generale della ASL di Frosinone, Arturo Cavaliere, che all'indomani dell'aggressione ha espresso con fermezza la "più profonda solidarietà e vicinanza" agli operatori sanitari coinvolti. In una nota ufficiale, ha definito l'episodio "grave e inaccettabile", sottolineando che il personale sanitario lavora ogni giorno con "dedizione, competenza e spirito di abnegazione".
Cavaliere ha assicurato che la Direzione Strategica monitorerà la situazione con attenzione e, non appena gli inquirenti forniranno i riscontri necessari, interverrà prontamente per garantire "ambienti protetti e rispettosi" per i propri dipendenti
Intanto, i sindacati continuano a denunciare una situazione insostenibile. Dopo la Cisl Fp, interviene con forza anche la Uil Fpl denunciando che "il Pronto Soccorso di Cassino non ha alcuna protezione reale e che il personale è esposto a violenze che si ripetono con drammatica regolarità". Il sindacato, attraverso i suoi segretari Maurizio Palombi e Pierluigi Quagliozzi, chiede in modo perentorio l'istituzione di un presidio di polizia fisso h24 all'interno del Pronto Soccorso, oltre a misure di sicurezza adeguate, come la videosorveglianza.
"Non è più tollerabile", affermano, che "i lavoratori, già costretti a operare in condizioni di forte pressione e carenza di organico, debbano anche rischiare la propria incolumità fisica"
L'UGL Salute fa eco a queste preoccupazioni, evidenziando che "l'eccessiva affluenza, la carenza di personale e gli spazi ridotti - aggravati dai lavori in corso - sono alla base dell'esasperazione dei pazienti e dei loro familiari".
Il sindacato fa appello alla Regione Lazio per un aumento dei posti letto nei reparti specialistici, che possa alleggerire il carico sui pronto soccorso e chiede inoltre ai nuovi vertici aziendali di garantire la sicurezza dei lavoratori e di attivare un sostegno psicologico per medici, infermieri e OSS"
Articolo precedente
L'Italia piange Pippo Baudo morto all'età di 89 anniArticolo successivo
Roccasecca: la musica del Festival Gazzelloni nei luoghi di San Tommaso