Stellantis, il paradosso del 1° maggio: 18 giorni di lavoro in 16 settimane. C'è poco da festeggiare

Economia - Operai sulle linee solo oggi e domani nel mese di aprile e già sono stati comunicati gli altri fermi per maggio. Intanto sale l'attesa in vista di oggi al Mimit dove per le maestranze di Trasnova, Logitech e Teknoservice è il giorno dei giorni: senza ammortizzatori sociali, le lettere di licenziamento potrebbero diventare esecutive domani

Stellantis, il paradosso del 1° maggio: 18 giorni di lavoro in 16 settimane. C'è poco da festeggiare
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 29-04-2026 12:37 - Tempo di lettura 3 minuti

Il paradosso della vigilia del Primo Maggio a Cassino non potrebbe essere più amaro. Mentre l'Italia si prepara a celebrare la Festa dei Lavoratori, lo stabilimento Stellantis e il suo indotto si trovano davanti a un deserto produttivo e a un’incertezza occupazionale che tocca livelli di guardia.

I numeri delle prime 16 settimane dell'anno (i primi quattro mesi) delineano un quadro industriale spettrale: lo stabilimento ha lavorato soltanto 18 giorni. Una media di un giorno a settimana, un ritmo che rende ormai la "normalità" un evento eccezionale.

Non c'è tregua nemmeno con l’arrivo della primavera. Stellantis ha già comunicato nuovi fermi produttivi che interesseranno l’inizio del prossimo mese: lunedì 4 e martedì 5 maggio: stop totale per i reparti di lastratura, verniciatura, montaggio e servizi collegati. Giovedì 30 aprile è previsto un fermo anticipato per lastratura e verniciatura.

La diagnosi del segretario provinciale della Uilm, Gennaro D’Avino, è di un realismo chirurgico: "La vera notizia, oggi, è quando si lavora, non più quando non si lavora". Secondo le previsioni sindacali, da qui alla fine dell’anno non si supereranno i 60 giorni totali di attività.

Mentre le linee di montaggio restano silenziose, il rumore della crisi si sposta a Roma. Oggi pomeriggio, alle ore 14:00, i riflettori sono puntati sul Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). È il tavolo della verità per i lavoratori di Trasnova, Logichetec e Teknoservice, le tre aziende che gestiscono la movimentazione dei veicoli.

Per centinaia di operai, la data del 30 aprile non è un semplice termine contrattuale, ma un muro invisibile. Se l’incontro odierno non dovesse produrre una svolta drastica, le lettere di licenziamento già inviate diventeranno effettive da domani.

Il paradosso del Primo Maggio: Senza un accordo, centinaia di tute blu si ritroveranno disoccupate proprio nel giorno dedicato alla dignità del lavoro. La strategia dei sindacati è chiara e punta a superare la politica delle "mini-proroghe" che ha caratterizzato l'ultimo anno: ritiro immediato dei licenziamenti per i lavoratori dell'indotto, attivazione di ammortizzatori sociali strutturali per tutto il 2026, garanzie occupazionali fino al 2028, anno indicato per il rilancio a pieno regime del sito produttivo.

Tutto ruota attorno al nuovo piano industriale che verrà presentato ufficialmente il 21 maggio. Fino ad allora, tra i lavoratori regna uno scetticismo alimentato da anni di promesse scivolate via come sabbia. L'obiettivo minimo oggi è "traghettare" le maestranze fuori dall'emergenza, sperando che il futuro di Cassino non resti confinato ai soli annunci, ma torni finalmente a scorrere sulle linee di produzione.





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