Opinioni - Si comprende e si accetta che attorno a Salvini a immortalare lo scippo della stazione Tav a Cassino e al suo territorio, soddisfatti e giulivi, ci fossero l’on. Ottaviani e Mastrangeli, vale a dire l’ex e l’attuale sindaco di FrosinonE. Ciò che non si comprende e non è assolutamente accettabile sono le faccine sorridenti dei leghisti di casa nostra Ciacciarelli e Abbruzzese
Si comprende e si accetta che attorno a Salvini a immortalare lo scippo della stazione Tav a Cassino e al suo territorio, soddisfatti e giulivi, ci fossero l’on. Ottaviani e Mastrangeli, vale a dire l’ex e l’attuale sindaco di Frosinone, oltre, tra gli altri, al concittadino Stirpe, imprenditore di livello, presidente del Frosinone calcio. Ciò che non si comprende e non è assolutamente accettabile sono le faccine sorridenti di due esponenti di questo nostro territorio. Ci riferiamo ai leghisti di casa nostra Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese.
E’ un’immagine che ferisce perché quei sorrisi per celebrare la Stazione Tav a Frosinone sanno di tradimento. Sorridono pure con non comune improntitudine, incuranti del fatto che quel sorriso è uno schiaffo in faccia alla gente della loro terra, a Cassino e a quel suo territorio dove sono nati, cresciuti e pasciuti e che ora, in un momento di estrema difficoltà, li vede complici del suo declino. Nemmeno la decenza, non di non farsi vedere (sarebbe chiedere troppo) ma almeno di starsene appartati per l’occasione, accucciati in qualche angolo.
Ad di là di tutto l’ipocrito argomentare sull’utilità della scelta da parte del più stagionato dei due, i cittadini sanno perfettamente cosa sta succedendo: stanno mettendo in croce un territorio intero. Non è una scelta figlia dell’ignoranza o di un errore di calcolo. E’ una scelta consapevole. Una cosa fatta male con l’aggravante delle argomentazioni ipocrite circa la giustezza della localizzazione della stazione a ridosso della provincia romana.
A vederli così, pronti a sacrificare le esigenze reali di un bacino che meriterebbe ben altra tutela, torna a noi in mente il grido di Cristo sulla croce. Ma con una differenza fondamentale. Gesù disse: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.
Noi, oggi, guardando quei sorrisi compiacenti, sentiamo di poter, anzi dover mutuare quella preghiera in modo ben più amaro: “Padre, non perdonarli, perché loro sanno benissimo il male che stanno facendo”. Lo sanno, ma lo fanno lo stesso. Uno sconcertato loro sostenitore ha scritto: “Ultimamente non ti capisco, Mario. Non è un fatto campanilistico, ma è una scelta che deriva dalla realtà: Cassino è l’incrocio di tre regioni, è a metà strada tra Roma e Napoli, l’Università, l’Abbazia, il polo industriale… Mah, sono sconcertato! ”.
Come già detto, i disinvolti leghisti nostrani avrebbero fatto meglio a restare nelle retrovie, a nascondersi per la vergogna di chi, anziché tutelare per una causa giusta la propria gente, si fa vassallo di discutibili interessi altrui, paladini anch’essi dell’Alta Velocità a Frosinone, un’opera che serve solo alle ambizioni di maggiorenti politici, dell’uno e dell’altro versante purtroppo, di questa nostra martoriata provincia.
Però chi avrebbe dovuto fare da scudo a questa zona, si è trasformato nel suo carnefice. Quei sorrisi fuori luogo, mentre si consuma il tradimento di un’intera comunità, sono il segno tangibile di una politica che ha perso l’anima. Il danno che stanno facendo è sotto gli occhi di tutti, i sostenitori di quello “Studio di fattibilità delle alternative progettuali della nuova stazione Frosinone AV-Mediolanum”, illustrato martedì scorso nella sede delle Ferrovie dello Stato, non meritano il beneficio del dubbio.
Meritano solo di essere ricordati per quello che è: sapevano di fare una cosa sbagliata, sapevano pure di far male, ed hanno scelto di sorridere mentre lo facevano.
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