Opinioni - La gestione della stazione ad Alta Velocità in Ciociaria svela la coerenza al contrario della politica locale. Dalle vecchie colpe del PD alle giravolte del centrodestra, mentre il territorio resta a secco. Valente a Costa: "A nessuno è consentito di salire sul pulpito per impartire prediche"
Ho sempre nutrito stima per il prof. Mario Costa, soprattutto per la sua coerenza politica, sempre dalla stessa parte, sempre dalla parte dei comunisti. Non ho mai condiviso nulla dei comunisti ma ho sempre apprezzato il loro profondo attaccamento, il loro radicamento e la loro coerenza.
In epoca sovietica esisteva un’istituzione profondamente avversa al bene comune: la Commissione ideologica, poi trasformata nel Dipartimento ideologico del Partito comunista dell’Urss. Chi ne faceva parte decideva cosa corrispondeva agli interessi del partito e della nazione e cosa no. Stabiliva cosa fosse la verità e quello che non dovesse essere pubblicato.
Mario Costa deve essere stato un apprezzatissimo alunno di quella scuola e memore di quegli insegnamenti scrive sulla Tav cose che potrebbero sembrare vere se non si scontrassero con la pura verità. Il buon Prof Costa, ventriloquo del sindaco di Cassino, addebita la mancanza della stazione Tav nel cassinate ai due leghisti nostrani in particolare ad Abbruzzese e Ciacciarelli.
Scriveva Jacques Maritain che il vero ateo non bestemmia e non fa mai menzione a Dio, il solo nominarlo significherebbe riconoscerne l’esistenza e solo per questo non si può più essere ateo. Costa invece riconosce ad Abbruzzese ed a Ciacciarelli un ruolo ben superiore alle loro potenzialità nascondendo invece l’unico che avrebbe dovuto difendere il nostro territorio, cioè il sindaco di Cassino.
Un minimo si storia andrebbe menzionata. Il primo in Ciociaria a parlare di stazione Tav nel cassinate è stato il dott. Carmelo Palombo nella lontana campagna elettorale del 2011. Successivamente Abbruzzese in qualità di Presidente del Cosilam commissionò uno studio di fattibilità all’Università di Cassino per valorizzare la stazione Tav merci che è a Roccasecca per farne una stazione TAV a tutti gli effetti.
Quindi Abbruzzese sposò l’idea di Roccasecca e non quella di Sgurgola. Poi le cose cambiano Abbruzzese si è piegato al major essendo un minus e stessa cosa ha dovuto fare l’assessore Ciacciarelli, cambiando idea.
L’unico che non ha mai cambiato idea è il sindaco di Cassino che è sempre stato di una coerenza unica, non ha mai voluto sostenere l’interesse né di Cassino né del cassinate uniformandosi come Abbruzzese e Ciacciarelli agli interessi di partito.
Ricordo a Costa che fu il PD ad organizzare quella riunione con l’allora direttore di RFI Battisti, zio della Consigliera regionale del PD, Sara Battisti, e tutto il PD, incluso quello nostrano, mai nulla ha rivendicato per il nostro territorio. Dovremo ricordarcene alle prossime elezioni politiche ma chi andremo a votare se insieme al PD si sono aggregati anche FDI, Lega e FI nel silenzio dei rimanenti?
La realtà è ancora peggio della disinformazione ma i numeri sono testardi e ci dicono che quella iniziativa è un fallimento già in fase di ideazione e lo dice il deputato ed ex sindaco di Frosinone quando in una intervista parla di 32 minuti per raggiungere Roma. Da Napoli a Roma con circa 200 km di percorrenza il treno ad alta velocità impiega 70 minuti mentre da Sgurgola a Roma con meno di 50 km impiegherebbe 32 minuti, cioè con una velocità di 100 kmh.
Questo non è un investimento per un vasto territorio è solo un costosissimo capriccio della politica, e se mai si dovesse realizzare diventerà una costosa cattedrale nel deserto. Una cosa è certa: a nessuno è consentito di salire sul pulpito per impartire prediche, soprattutto per chi come Costa è il braccio destro del sindaco di Cassino che non ha mai mosso in dito per difendere, sulla questione Tav, i nostri interessi territoriali.
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