Politica - L'esponente dell'opposizione extraconsiliare di Cassino chiede trasparenza sui 3,7 milioni di euro di indebitamento: "Confusioni sui rendering e sul numero di alberi. I cittadini meritano di sapere cosa finanziano per i prossimi vent'anni"
“Prima di impegnare la città con un mutuo da 3,7 milioni di euro, l’Amministrazione comunale ha il dovere di dire con assoluta chiarezza quale sarà il vero volto di piazza Labriola”.
Lo dichiara Paola Polidoro, della piattaforma civica Jammi Cassino, intervenendo sul progetto di riqualificazione della piazza e sull’iter avviato dal Comune per la contrazione del mutuo destinato a finanziare l’opera.
“Da mesi — afferma Polidoro — assistiamo a una narrazione confusa. Nel progetto originario, almeno per quanto emerso pubblicamente e per quanto percepibile dai rendering, il verde appariva tutt’altro che centrale. Poi, all’improvviso, nel dibattito pubblico sono comparsi numeri importanti: 87 piante, nuove superfici verdi, essenze arboree di diversa tipologia. Bene. Ma allora la domanda è semplice: il mutuo da 3,7 milioni di euro che il Comune si appresta a contrarre è associato a quale progetto? A quello iniziale, dove il verde sembrava avere un ruolo marginale, oppure a quello che oggi viene raccontato come una piazza con 87 alberi?
Non si può chiedere ai cittadini di sostenere per vent’anni un indebitamento così rilevante senza mettere sul tavolo, in maniera trasparente, gli elaborati definitivi, le scelte progettuali, i costi reali e le eventuali modifiche intervenute. A maggior ragione dopo che lo stesso sindaco ha di fatto escluso l’esistenza di cambiamenti sostanziali, mentre il progettista ha parlato della possibilità — o comunque della presenza — di numerose alberature. Allora delle due l’una: o quegli alberi c’erano già e non sono mai stati spiegati adeguatamente alla città, oppure il progetto è stato rivisto. In entrambi i casi, Cassino merita chiarezza”.
“Piazza Labriola non può essere trattata come un’opera monumentale da lasciare in eredità politica a qualcuno. Una piazza è prima di tutto un luogo sociale. È il posto in cui una comunità si incontra, studia, lavora, passeggia, si ferma, respira. Per questo la nostra visione è diversa: non una distesa di pietra con qualche elemento decorativo, non una semplice pavimentazione, ma una vera Isola Verde Digitale, pensata per studenti, professionisti, famiglie, anziani, associazioni e giovani”.
“Noi pensiamo che l’area debba essere trasformata in uno spazio pubblico moderno, sostenibile e realmente vissuto: aree verdi diffuse, alberi, zone d’ombra, postazioni coperte per studio, lavoro e relax, Wi-Fi gratuito, spazi per la socializzazione e un mini anfiteatro a disposizione delle realtà culturali, musicali e teatrali della città.
L’Isola Verde Digitale non è uno slogan — prosegue Polidoro — ma una diversa idea di città. È il tentativo di dare un senso vero alla pedonalizzazione del centro, che non può ridursi a qualche tratto di strada chiuso al traffico. Serve una piazza viva, utile, accessibile, funzionale. Una piazza che non sia bella soltanto nei rendering, ma che sia vivibile a luglio, ad agosto, nelle ore più calde, nei giorni normali della vita dei cittadini. Una piazza che rispecchi i suoi cittadini, chi la vive davvero e quotidianamente. Bisogna saper ascoltare e rispettare le persone che, sebbene come spesso si ripete hanno fatto una scelta, da mesi stanno evidenziando più criticità dei lavori già eseguiti. E allora perché ostinarsi e tirare dritto non tenendo conto di nessuno?
Chiediamo che il sindaco e l’assessore competente chiariscano pubblicamente a quale quadro progettuale sia collegato il mutuo da 3,7 milioni di euro; se esistano elaborati aggiornati rispetto al progetto originario; quale sia l’effettiva quantità di verde prevista; quali siano i costi dettagliati dell’intervento e se siano state valutate alternative meno onerose e più aderenti alle esigenze sociali della città.
Abbiamo dei professionisti al lavoro per mettere nero su bianco il progetto dell’Isola Verde Digitale con piano economico di sicuro inferiore a quanto proposto, pardon, imposto dall’amministrazione. Stiamo lavorando con la fermezza di chi crede che amministrare significhi ascoltare, confrontarsi e scegliere nell’interesse della comunità. Piazza Labriola appartiene ai cittadini, non alla propaganda di una giunta.
Prima di accendere un mutuo così pesante, Cassino deve sapere esattamente cosa si sta finanziando e quale piazza verrà consegnata alle future generazioni. Non lo diciamo da oggi o da due settimane, lo diciamo da diversi anni tanto da averne già mostrato proposte anche in passato. Non siamo quelli della polemica, siamo quelli che propongono l’alternativa, perché la città ha bisogno di guardare avanti ma di farlo in una visione comune e che includa le diverse esigenze”.
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