Economia - Il CEO di Stellantis ha presentato oggi in Parlamento il piano 2026-2030: lo stabilimento di Piedimonte San Germano al centro della fascia premium con il rilancio di Giulia, Stelvio e la nuova Grecale (2027). Ma pesa il nodo dei costi energetici e spunta l'ombra di un'alleanza strategica.
Un futuro solido, ambizioso e dichiaratamente improntato sulla fascia premium e lusso. È questo il verdetto emerso dall’audizione parlamentare di Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, davanti alle Commissioni riunite Industria del Senato e Attività produttive della Camera.
Per il sito industriale di Cassino, da tempo al centro di preoccupazioni occupazionali e dinamiche di mercato altalenanti, il nuovo Piano Strategico 2026-2030 segna una svolta chiara: lo stabilimento del Basso Lazio sarà il fulcro della produzione di vetture medio-alte e lusso, legando a doppio filo il proprio destino al rilancio di Maserati e al consolidamento del marchio Alfa Romeo.
La dichiarazione che ha immediatamente infiammato il dibattito politico e sindacale all'ombra dell'Abbazia riguarda però una clamorosa apertura strategica: “Su Cassino non è escluso un piano che coinvolga potenziali partner”, ha ammesso apertamente il CEO.
Una frase stringata ma di enorme peso specifico, che ha spinto i sindacati di categoria a ipotizzare scenari immediati, indicando la Cina come probabile terra d'origine di un nuovo investitore industriale capace di saturare le linee e sfruttare la capacità produttiva in eccesso del sito laziale.
Mentre le sigle sindacali cercano di decifrare la portata e i dettagli di una simile alleanza commerciale e tecnologica, la roadmap operativa per Cassino procede su binari concreti nel breve e medio termine.
Filosa ha annunciato che l'attenzione immediata del gruppo si sta focalizzando sulla valorizzazione dell'attuale gamma Alfa Romeo, attraverso il lancio imminente di una serie speciale esclusiva sia per la berlina Giulia che per il SUV Stelvio. Questo intervento mirato punterà a ridare slancio commerciale alle due storiche vetture che hanno fatto la storia recente del sito.
La vera spinta industriale verso i segmenti di lusso si concretizzerà tuttavia nel medio periodo: è stato infatti confermato l'arrivo ufficiale della nuova Maserati Grecale a partire dal 2027. Nel disegno strategico illustrato a Roma, l’Italia viene ridisegnata secondo missioni produttive chiare, e Cassino si conferma l’hub di riferimento per l'alto di gamma, lavorando in sinergia con i siti di Melfi (vetture di fascia medio-alta e brand Lancia) e Modena (patria delle supersportive del Tridente).
L’intero piano del gruppo poggia su basi finanziarie che il manager italiano ha definito solidissime: Stellantis vanta una liquidità di quasi 45 miliardi di euro a livello globale e ha registrato nel primo trimestre del 2026 un incremento delle immatricolazioni del 12%. Performance che si riflettono positivamente sul territorio nazionale: nei primi cinque mesi dell'anno, le immatricolazioni in Italia sono salite del 15% e la produzione ha registrato un +16%, determinando un importante abbattimento del 30% del ricorso alla cassa integrazione nella maggior parte dei siti.
Tuttavia, Filosa non ha nascosto i nodi strutturali che frenano la piena competitività della fabbrica di Cassino e del suo storico indotto, puntando il dito contro l'insostenibile costo dell'energia elettrica nel nostro Paese.
“Nel primo trimestre dell’anno, il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora, mentre in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100”, ha denunciato il manager con durezza. Un divario superiore al 100% che pesa come un macigno sulle linee produttive locali e sull'intera catena dei fornitori territoriali.
Il messaggio lanciato dal Parlamento è inequivocabile: Stellantis c’è, investe (60 miliardi globali, di cui il 40% destinato all'Europa nei prossimi cinque anni) e assegna a Cassino un ruolo d'onore nell'alto di gamma.
Ma per far sì che i cancelli di Piedimonte San Germano tornino a sfornare volumi da record e a garantire la piena occupazione di tutta la forza lavoro, sarà cruciale la risposta delle istituzioni sul fronte energetico, unita alla definizione di quel misterioso "partner" che potrebbe presto affacciarsi sulle linee laziale.
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