Minacce a Polidoro, la vicinanza dei partiti politici

Politica - Da FdI al Prc, solidarietà bipartisan alla giornalista

Minacce a Polidoro, la vicinanza dei partiti politici
di Redazione - Pubblicato: 17-06-2026 09:00 - Tempo di lettura 2 minuti

Le minacce rivolte a una giornalista della nostra città rappresentano un fatto grave che deve richiamare tutti a una seria riflessione sul clima che si sta progressivamente diffondendo nel dibattito pubblico e sui social network.
Non è in discussione la condivisione o meno delle opinioni espresse, del modo di raccontare una notizia o delle posizioni assunte su una determinata vicenda. In una società libera ciascuno ha il diritto di essere d'accordo, di dissentire, di criticare anche duramente.
Ciò che non può essere accettato è il passaggio dalla critica all'intimidazione.

Quando qualcuno arriva a minacciare, insultare o tentare di zittire un'altra persona perché esprime un'opinione, svolge un'attività professionale o semplicemente manifesta un pensiero diverso dal proprio, viene meno il rispetto delle regole fondamentali della convivenza civile.
Ancora più grave è quando questi comportamenti vengono posti in essere da chi si nasconde dietro l'anonimato o dietro profili privi di identità riconoscibile, nella convinzione di poter colpire gli altri senza assumersi la responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni.

Si tratta di uno dei comportamenti più vili e deplorevoli che possano manifestarsi nel confronto umano.
Per questo motivo rivolgiamo un invito a tutti i cittadini, indipendentemente dalle appartenenze politiche, dalle idee e dai ruoli ricoperti: isoliamo questi comportamenti, condanniamoli senza esitazioni e non consideriamoli mai una semplice bravata o una manifestazione di intemperanza verbale.
Il dissenso è legittimo. L'insulto, la minaccia e l'intimidazione non lo sono.

Chiunque creda nella libertà, nel rispetto reciproco e nel valore del confronto democratico ha il dovere morale di prendere le distanze da simili condotte e di contribuire a creare un clima civile nel quale le idee si contrastano con altre idee e mai con la paura.
È interesse dell'intera comunità che episodi di questo genere non vengano sottovalutati e che ogni comportamento intimidatorio trovi una risposta ferma e concreta. 
Solo contrastando con determinazione chi pensa di poter colpire, intimidire o mettere a tacere gli altri nell'ombra dell'anonimato sarà possibile arginare una deriva che rischia di impoverire il confronto civile e democratico e di scoraggiare la libera espressione delle idee e delle opinioni.

Fratelli d'Italia
Coordinamento cittadino di Cassino

Le minacce uccidono la democrazia. Nessun bavaglio alla libertà di informazione. Solidarietà a Paola Polidoro.

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la più totale, ferma e incondizionata

solidarietà a Paola Polidoro, giornalista, donna e madre, ma ancora più semplicemente un

essere umano meritevole di tutela nella propria dignità e libertà di espressione, per le

gravissime e inaccettabili minacce ricevute sui social network a seguito del suo lavoro di

cronaca sulla vicenda del sequestro della Villa Comunale.

Il commento indirizzato alla giornalista non può e non deve essere liquidato come una

semplice critica, né un'opinione sopra le righe. È una minaccia violenta, mirata, che evoca

deliberatamente metodi criminali con l'unico obiettivo di intimidire, silenziare e tappare la

bocca a chi esercita liberamente il diritto-dovere di informare i cittadini. È l'archetipo del

bavaglio, evocato con la precisione chirurgica di chi vuole colpire non solo la

professionista, ma la persona nei suoi affetti e nella sua sicurezza quotidiana. Quando si attacca una giornalista libera, si attacca la democrazia stessa. Al di là di ogni

colore e opinione politica, non possiamo tollerare che il dibattito pubblico venga inquinato

da un clima di odio così esacerbato. Di fronte a parole di tale gravità non c'è neutralità o silenzio che possa trovare

giustificazione. Non si può essere complici del declino culturale del nostro territorio. Casi

come questo impongono per dovere morale di prendere una posizione netta. Tali comportamenti vanno denunciati e condannati, socialmente e moralmente ancora

prima che giuridicamente. La Calabria e la Sardegna sono terre di lavoratrici, lavoratori e

di riscatto sociale, non sinonimi di criminalità da utilizzare come strumento intimidatorio. Accostare la Sardegna e la Calabria, terre di riscatto e di lotte sociali, a logiche di

banditismo e sequestro è l'ennesimo riflesso di un'ignoranza becera che si commenta da

sola. La violenza, nelle parole come nei gesti, non è mai forza, ma è l'ultima risorsa di chi non sa

argomentare, di chi non riesce a reggere il peso del confronto. Chi minaccia non ha

ragioni da difendere, ha solo la paura di chi ragiona meglio di lui. Tocca a tutti noi, a

ciascuno, senza eccezioni, mettere all'angolo questa violenza: non con il silenzio

compiacente, non con la neutralità comoda, ma con la scelta netta di stare dalla parte del

dialogo. Il confronto può essere duro, può essere scomodo, ma non può e non deve mai

trascendere. Quando lo fa, smette di essere confronto e diventa sopraffazione. E la

sopraffazione non merita risposta: merita condanna. A Paola va il nostro abbraccio. Il tuo lavoro è necessario, la tua voce è fondamentale per

Cassino. Non sei sola. PRC di Cassino





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