Politica - Centrodestra assente e zero affondi sul caso dei rifiuti nel parco finanziato con i fondi del PNRR, solo quattro consiglieri di minoranza presenti al momento delle interrogazioni. Sebastianelli punge i colleghi: "Sono preoccupato dal silenzio dell'opposizione". Petrarcone respinge le accuse: "Io non faccio sensazionalismo"
Chi si aspettava scintille, fuoco e fiamme nell'assise civica di questo pomeriggio è rimasto profondamente deluso. Il primo Consiglio Comunale dopo il terremoto giudiziario che ha portato al sequestro della Villa Comunale da parte dei Carabinieri Forestali e del NOE – con tanto di pesanti ombre su rifiuti edili camuffati e metalli pesanti nel parco PNRR – si è risolto in una clamorosa bolla di sapone. Un copione surreale, dove il tema che ha monopolizzato il dibattito pubblico e le pagine dei giornali negli ultimi giorni è stato liquidato come se nulla fosse successo.
Il dato politico che balza subito all'occhio è la consistenza numerica (o meglio, l'inconsistenza) dei banchi della minoranza. Nonostante i fiumi di parole e i duri attacchi sferrati a mezzo stampa prima del sequestro, al momento della discussione delle interrogazioni la minoranza si è presentata in aula a ranghi ultra-ridotti: al momento delle interrogazioni erano presenti appena quattro consiglieri presenti.
Un vuoto che pesa e che racconta molto sulla strategia – o sulla mancanza di essa – delle forze di opposizione. Grandi assenti i partiti tradizionali del centrodestra: non pervenuta Fratelli d'Italia, assente Forza Italia e assente anche la Lega, con il consigliere Alessio Ranaldi non pervenuto tra i banchi (nonostante il coordinatore del partito, Vincenzo Marrone, si fosse fatto sentire con decisione solo pochi giorni fa). All'appello è mancato anche il consigliere civico Franco Evangelista.
In questo scenario di generale smobilitazione, l'unico ad aver parzialmente acceso i riflettori sulla questione della Villa Comunale è stato Giuseppe Sebastianelli. Il consigliere, che sull'argomento aveva depositato ben due interrogazioni antecedenti ai recenti fatti di cronaca, ne ha ritirata una, decidendo di illustrare la seconda.
Tuttavia, anche in questo caso, i toni sono apparsi decisamente "morbidi" rispetto alla gravità del contesto esterno. Sorprendentemente, nell'unica interrogazione discussa, non è stato fatto alcun cenno esplicito al clamoroso sequestro operato dalla Procura Europea.
Nessun affondo politico, nessuna richiesta perentoria di chiarimenti in aula su una vicenda che tocca da vicino la salute pubblica e la gestione dei fondi europei. Il tutto è scivolato via in un clima di incredibile normalità, quasi a voler evitare di toccare un nervo troppo scoperto. Incagnoli ha spiegato: "Noi non facciamo speculazioni" e ha ricordato quanto aveva già detto a marzo sul caso della villa, poi ha bacchettato la Di Rollo per la gestione dell'assise e la presidente ha colto l'occasione per dire che nel prossimo Consiglio verrà approvato il nuovo regolamento.
Sebastianelli non ha però mancato di bacchettare il silenzio dei colleghi di opposizione sui punti successivi, Pef e Tari: "Quel che mi preoccupa non è il silenzio dei consiglieri di maggioranza, ma di quelli di minoranza - ha detto rivolgendosi ai banchi dei partiti di centrodestra - che dovrebbero prepararsi per vincere le prossime elezioni". Petrarcone (FdI) respinge le accuse al mittente: "Lei pensi a fare la sua opposizione, io non faccio sensazionalismo, non giudico nessuno e non voglio essere giudicato".
Il quadro di generale "normalizzazione" della vicenda della villa comunale trova sponda anche sul fronte istituzionale. In apertura, infatti, nessuna comunicazione ufficiale o nota esplicativa di rilievo è giunta dal sindaco Salera. L'assise si è aperta con la solidarietà della presidente del Consiglio Barbara Di Rollo alla collega Paola Polidoro per i commenti minaccisi ricevuti sui social in un video dove, appunto, parlava di quanto accaduto alla villa comunale.
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