Politica - Dopo la seduta di lunedì che si è conclusa con la mancanza del numero legale prosegue il botta e risposta politico. L'ex vice sindaco di Cassino parla di "atto politico" contro la "guerriglia istituzionale", mentre il consigliere di opposizione accusa la maggioranza di aver mortificato il confronto democratico
Il confronto politico nato dopo l'ultimo Consiglio comunale di Cassino continua anche fuori dall'Aula. Dopo la seduta di lunedì sera, conclusasi con l'uscita della maggioranza che ha fatto venir meno il numero legale impedendo la discussione delle mozioni iscritte all'ordine del giorno, si registra un duro botta e risposta tra Mario Costa e il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Sebastianelli.
A intervenire per primo è stato Mario Costa, che in una lunga riflessione ha difeso la scelta della maggioranza, definendola non una "fuga", bensì un preciso atto politico.
Secondo Costa, fino ai primi dieci punti all'ordine del giorno il Consiglio si era svolto regolarmente. Successivamente, però, sarebbero rimaste da discutere otto mozioni presentate dai consiglieri Sebastianelli, Incagnoli ed Evangelista, tra cui quella relativa alla richiesta di un piano di vigilanza per impedire l'accesso alla parte interdetta della Villa Comunale.
Per Costa quella proposta rappresentava l'emblema di un diverso modo di intendere il Consiglio comunale. L'ex docente sostiene infatti che negli ultimi tempi le opposizioni avrebbero progressivamente trasformato le interrogazioni in mozioni, utilizzando questi strumenti non tanto per favorire l'azione amministrativa quanto per alimentare il confronto politico.
"La maggioranza - scrive Costa - ha deciso di dire basta. Non una fuga, come qualcuno l'ha definita, ma un preciso atto politico finalizzato a richiamare tutti ad un comportamento più serio."
Secondo Costa, la trasformazione delle interrogazioni in mozioni finirebbe per alterare il corretto funzionamento dell'assemblea consiliare, producendo quello che definisce un clima di "guerriglia istituzionale" e trasformando il Consiglio comunale in un "palcoscenico di campagna elettorale permanente", anche grazie alla diretta streaming.
Nel suo intervento Costa sottolinea inoltre come, a suo giudizio, questo metodo finisca per sacrificare la qualità dell'azione amministrativa a favore della propaganda politica, con il rischio di paralizzare il ruolo dell'assemblea e ridurre il dibattito ad uno scontro continuo tra opposte tifoserie.
Alle parole di Costa non si è fatta attendere la replica del consigliere comunale Giuseppe Sebastianelli.
"Quando interviene il professor Mario Costa - afferma Sebastianelli - significa che la maggioranza l'ha fatta davvero grossa."
Il consigliere di opposizione respinge punto per punto le accuse, sostenendo anzitutto che la maggioranza avrebbe dimostrato di non aver letto con attenzione gli atti portati in Consiglio, arrivando perfino, a suo dire, a confondere gli anni di riferimento contenuti nei documenti.
Ma soprattutto Sebastianelli contesta il comportamento della maggioranza durante la seduta consiliare.
"Caro Professore - scrive - è stato proprio lei a insegnare anche a me, umile ragazzo di campagna, che ad abbandonare l'aula sono semmai le minoranze, mai la maggioranza. Oggi invece la vostra maggioranza lascia l'Aula, calpestando con i fatti il regolamento comunale e il rispetto dovuto alle istituzioni."
Sebastianelli rivendica quindi il ruolo dell'opposizione, sostenendo che mozioni e interrogazioni rappresentino strumenti fondamentali di controllo politico e amministrativo e che tutte le iniziative presentate siano nate nell'interesse della città e non per finalità propagandistiche.
"Noi continueremo - aggiunge - a presentare mozioni e interrogazioni e ad opporci con determinazione a chi pensa di poter zittire il confronto democratico. Il Consiglio comunale è il luogo del dibattito, non del silenzio imposto."
Nella parte conclusiva della replica, il consigliere di minoranza invita inoltre gli amministratori ad ascoltare maggiormente le opposizioni e conclude con un riferimento diretto allo stesso Mario Costa.
"Questa città - afferma - merita amministratori capaci di rispettare il ruolo delle minoranze e di garantire il confronto democratico. E merita anche professori che, soprattutto quando ricoprono un ruolo pubblico, sappiano essere imparziali e non di parte."
Il botta e risposta conferma come lo scontro politico seguito all'ultima seduta del Consiglio comunale sia tutt'altro che concluso e lasci presagire nuove tensioni anche nei prossimi appuntamenti dell'assemblea cittadina.
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