Terranova replica a Incagnoli: "Il Consiglio comunale non è un palcoscenico elettorale"

Politica - Il capogruppo della compagine 'Salera Sindaco' difende l'uscita dall'aula della maggioranza e attacca il Terzo Polo: "Otto mozioni sono una bulimia istituzionale, servono atti utili e non propaganda"

Terranova replica a Incagnoli: "Il Consiglio comunale non è un palcoscenico elettorale"
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 28-07-2026 16:49 - Tempo di lettura 2 minuti

di Edilio Terranova*

Faremmo volentieri a meno di prolungate polemiche a mezzo stampa, visto che in consiglio comunale con la terna dei colleghi del cosiddetto Terzo Polo (Sebastianelli, Incagnoli, Evangelista) se ne fanno già troppe. E da troppo tempo. Ma all’ultima dichiarazione alla stampa di Arduino Incagnoli, una risposta netta e chiarificatrice si rende necessaria. Speriamo sia anche utile.

Sì, perché il collega mostra di non aver capito l’essenza del problema politico posto, e meno male che lo avevo già sollevato nella riunione dei capigruppi. Egli torna a criticare l’abbandono dell’aula da parte di noi della maggioranza durante la seduta del 20 luglio scorso, definendolo un sottrarsi al confronto politico e parlando “di narrazioni costruite a posteriori”.

Il punto, tuttavia, è un altro. Noi siamo i primi a volere il confronto, ma quello serio che si fa sulle cose, non sulle passerelle. Lo ricerchiamo, ma un presupposto è fondamentale: in consiglio non si va per perdere tempo, né per inscenare proclami, se non, addirittura, con l’intento di intentare un perenne processo a chi amministra. Si va, invece, per lavorare, per produrre atti amministrativi utili, e per amministrare la città con serietà.

A condannare la natura della dichiarazione di Incagnoli non sono le interpretazioni della maggioranza ma sono anzitutto i numeri. Mi spiego: ben otto mozioni (otto!!!) presentate in blocco dai tre consiglieri rappresentano una bulimia che si commenta da sola e che svela chiaramente il loro vero intento. Quello cioè di trasformare, grazie alla diretta streaming, l’aula consiliare in una tribuna da campagna elettorale perenne. Insomma in un palco a uso e consumo di propaganda personale.

Presentare otto mozioni (che, tranne qualcuna, si tratta di interrogazioni camuffate), non significa voler amministrare o stimolare l’azione di governo della città. Significa, volendo parlar chiaro, fare quel “casino” istituzionale che questa maggioranza ha il dovere politico e morale di respingere; pure con fermezza.

L’istituzione merita rispetto e rigore. Chi pensa di poter usare il consiglio comunale come palcoscenico permanente troverà sempre di fronte a sé una maggioranza pronta a difendere la serietà del lavoro amministrativo e la dignità di quello istituzionale.

*Consigliere comunale di Cassino e Capogruppo Lista “Salera Sindaco”
 





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