Campionamenti del suolo, Lavalle: "La tutela della salute e del nostro territorio viene prima di tutto"

Valle dei Santi - Ad un mese dall'incendio della REMAT l'ex Sindaco di San Giorgio a Liri fa il punto sui dati ARPA sui terreni: tra i dati ufficiali e non ufficiali cresce il dubbio, ma non servono allarmismi, solo trasparenza e attenzione

Campionamenti del suolo, Lavalle: "La tutela della salute e del nostro territorio viene prima di tutto"
di Teresa Franchini - Pubblicato: 10-08-2026 12:28 - Tempo di lettura 4 minuti

"Vogliamo spiegare con parole semplici i risultati delle analisi effettuate dopo l’incendio REMAT, senza creare allarmismi, ma anche senza far passare il messaggio che sia tutto a posto" queste le parole dell'ex sindaco Lavalle.

Il sindaco ha preso in considerazione che l'ARPA Lazio abbia analizzato i terreni ricercando diossine e furani, PCB e IPA. Tutti i campioni ufficiali analizzati risultano al di sotto dei limiti di legge previsti per le aree verdi, private e residenziali.

Per quanto il dato risulti positivo, alcuni elementi meritano attenzione: nel campione n. 5 di San Giorgio a Liri, le diossine e i furani raggiungono 0,0000054 mg/kg, rispetto a un limite di 0,000010 mg/kg. Il valore è quindi sotto soglia, ma rappresenta circa il 54% del limite di legge ed è quasi 4 volte superiore a quello riscontrato negli altri campioni ufficiali.

Anche i campionamenti effettuati privatamente dai cittadini, pur non avendo valore giuridico, hanno restituito valori al di sotto dei limiti di legge. "È un altro elemento positivo, anche se uno di questi campioni presenta un valore che merita particolare attenzione e che, pur restando sotto soglia, non ci lascia del tutto tranquilli" sottolinea l'ex sindaco.

Un aspetto fondamentale da considerare è che ARPA ha effettuato 9 campionamenti complessivi del suolo, di cui soltanto due nel territorio di San Giorgio a Liri, individuando i punti sulla base del modello di dispersione della nube.

Nei giorni successivi all’incendio, però, come documentato anche dalle immagini raccolte sul territorio, la nube ha interessato diverse zone del paese, stazionando durante la notte e nelle ore del mattino per più giorni. Proprio in quelle ore non risultano nel documento ARPA campionamenti dell’aria effettuati per misurare la presenza e la concentrazione di diossine e degli altri contaminanti mentre la nube era presente.

Per questo secondo Lavalle, le verifiche debbano continuare "in collaborazione con altre associazioni ripeteremo ed estenderemo i campionamenti, adottando procedure che consentano ai risultati di avere piena validità giuridica, soprattutto nelle aree del paese finora non campionate e nelle quali la nube è rimasta per ore."

Il messaggio che porta avanti è semplice: non servono allarmismi e neanche inutili rassicurazioni, servono controlli completi, dati e traspareza, perché i risultati sotto i limiti sono certamente una buona notizia, ma ciò che non è stato campionato non può essere considerato automaticamente sicuro.





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