Valle di Comino - Il sindaco di San Donato rivendica il ruolo degli amministratori e chiede risposte concrete su aree interne, sanità, scuole, infrastrutture e sostegno alle imprese: "Il tempo delle parole è terminato”
“Avere le proprie posizioni politiche ed esprimere le proprie valutazioni, diverse dal pensiero unico, è il senso della democrazia e del confronto sancito dalla nostra carta costituzionale. Proprio per questo, però, credo sia necessario distinguere il confronto politico dalla collaborazione istituzionale, che deve fondarsi innanzitutto sul rispetto dei diversi ruoli e delle diverse responsabilità.
Un Sindaco risponde direttamente ai cittadini che lo hanno scelto attraverso il voto; la Comunità Montana è guidata da un Commissario liquidatore nominato dalla Regione: sono ruoli differenti, con responsabilità differenti, che meritano entrambi rispetto e che non possono essere sovrapposti. La collaborazione che invochiamo deve essere concreta e reciproca.
Come Sindaci e amministratori della Valle di Comino abbiamo avanzato proposte e condiviso una visione comune, in una riunione con il Presidente Rocca, non limitandoci a chiedere attenzione per le manifestazioni, ma ponendo questioni che riguardano direttamente il futuro delle nostre comunità.
Il Festival delle Storie ha certamente contribuito a far conoscere e promuovere la Valle di Comino. Sappiamo, però, che il Festival è stato sostenuto esclusivamente nell’ambito della precedente Strategia Nazionale per le Aree Interne e questa straordinaria manifestazione, così come altre importanti manifestazioni del nostro territorio, negli ultimi anni hanno assistito ad un drastico taglio di finanziamenti regionali e nazionali”.
Così in una nota il sindaco di San Donato Val di Comino, Enrico Pittiglio, che spiega: "Se parliamo di Aree Interne - prosegue - bisognerebbe spiegare a cittadini e imprese della Valle di Comino il perché non siano stati individuati ed inseriti dalla Regione e dai Ministeri nella nuova strategia ‘24-27’; penso al sostegno agli investimenti per le aziende agricole con i nuovi Psr bloccati e con i Gal che per tre anni sono stati fermi; penso al turismo dove la legge regionale a firma Daniele Maura rischia di tener fuori dalle guide di montagna centinaia di ragazze e ragazzi in tutto il territorio del Lazio; penso alla sanità: basterebbe fare un giro alla Casa della Salute di Atina per rendersi conto delle assurde criticità, così come basterebbe percorrere la 509 o la 666 di Forca d’Acero per verificare le condizioni di alcune infrastrutture fondamentali per il territorio.
E non possiamo parlare seriamente di contrasto allo spopolamento se contemporaneamente vengono messi in discussione scuola, servizi e collegamenti. La battaglia, inascoltata, che stiamo portando avanti insieme agli altri amministratori sulle decisioni relative al numero dei bambini nelle classi dei comuni montani, che rischiano di far chiudere diverse realtà scolastiche con i disagi che possiamo immaginare.
E poi i tagli alle risorse destinate ai piccoli comuni o alla necessità di rafforzare l’offerta formativa, a partire dall’Istituto Agrario, che può rappresentare una grande opportunità per il futuro della Valle. Sono temi sui quali i Sindaci hanno avanzato proposte concrete e sui quali ci aspettiamo risposte altrettanto concrete. Perché dopo tre anni di governo regionale e quasi quattro anni di governo nazionale è legittimo chiedere conto dei risultati ottenuti e, allo stesso tempo, continuare a segnalare ciò che non funziona”.
“Come Sindaco - conclude - continuerò a garantire la massima disponibilità al dialogo con tutte le istituzioni. Siamo pronti a collaborare, come abbiamo sempre fatto, ma chiediamo che questa collaborazione si misuri sui fatti e sui risultati. Il tempo delle parole è terminato”.
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