Cronaca - Ignoti hanno dato fuoco a una catasta di cartoni e rifiuti abbandonata in via del Carmine, spaventando le suore. Le fiamme hanno raggiunto la cinta costruita nel dopoguerra con le macerie della città bombardata. Torna la polemica sulla raccolta degli scarti delle attività commerciali
Malgrado gli sforzi dell'amministrazione cittadina e delle forze dell'ordine, Cassino sembra essere finita in un vortice di degrado senza fine. La notte scorsa, la solita mano ignota ha appiccato il fuoco ad una catasta di cartoni e immondizie varie, lasciate come al solito, sul marciapiede di via del Carmine proprio a ridosso del convento delle Stimmatine.
Il rogo, oltre a spaventare a morte, le ultime suore rimaste nella pia struttura, hanno causato qualche lieve danno al muro di cinta dell'istituto monastico. In molti lo ignorano, ma il muro di cinta del convento delle Stimmatine è forse il più vasto monumento alla memoria della Città di Cassino.
Costruito dopo la seconda guerra, è stato realizzato con le macerie delle abitazioni decimate dal bombardamento alleato del 1944, ogni pietra, mattone, pezzi di tufo che compongono quel muro raccontano di sofferenza, di privazione e morte. Ancora oggi, quelle pietre grondano del sangue dei nostri concittadini.
La cosa, malgrado si voglia lanciare Cassino come capitale della cultura, sembra non interessare a nessuno.
Gli agenti arruolati al controllo delle immondizie riescono a scovare ogni genere di scorie nascoste nelle campagne, e non vedono le cataste di cartoni altamente infiammabili che i commercianti del corso della Repubblica lasciano sistematicamente sul marciapiede e che la De Vizia evidentemente non raccoglie, o se lo fa, lo fa a singhiozzo.
Commercianti e gestori che hanno le loro attività su corso della Repubblica avrebbero diritto ad un punto di raccolta per i loro scarti quotidiani che, sicuramente non sono i marciapiedi della città.
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