Cassino, consegnati i premi "Cassino Città per la Pace"

Cultura - Nel corso della cerimonia è stato rivolto un particolare ringraziamento a Marino Fardelli, Difensore civico della Regione Lazio, ideatore nel 2020 del Premio Internazionale. L'elenco dei premiati

Cassino, consegnati i premi "Cassino Città per la Pace"
di Redazione - Pubblicato: 11-09-2026 07:36 - Tempo di lettura 2 minuti

Si è svolta ieri mattina, nella Sala San Benedetto della Banca Popolare del Cassinate, la cerimonia di consegna della III Edizione del Premio Internazionale “Cassino Città per la Pace”, promosso dall’Associazione Cassino Città per la Pace per riconoscere e valorizzare persone, istituzioni e realtà che, attraverso il proprio impegno quotidiano, contribuiscono alla diffusione della cultura della pace, della memoria, della legalità e della solidarietà.

A condurre la cerimonia è stata la giornalista Tiziana Iannarelli, con l’apertura musicale affidata al Maestro Donato Rivieccio. Dopo il saluto del presidente dell’Associazione Cassino Città per la Pace Nino Rossi e di Walter Caramanica, delegato del Presidente della Banca Popolare del Cassinate, sono intervenuti il Prefetto di Frosinone Giuseppe Ranieri, il Presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma e il Consigliere provinciale e comunale Luca Fardelli, l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, la consigliera regionale Sara Battisti, il presidente del tribunale di Cassino Lucio Aschettino e il sindaco di Cassino Enzo Salera. 

Nel corso della cerimonia è stato rivolto un particolare ringraziamento a Marino Fardelli, Difensore civico della Regione Lazio, ideatore nel 2020 del Premio Internazionale “Cassino Città per la Pace”. Un’intuizione che, edizione dopo edizione, ha consentito di costruire attorno al nome e alla storia di Cassino un momento di riconoscimento e valorizzazione di quanti operano concretamente per la pace, la solidarietà, la memoria, la legalità e la tutela dei diritti. Un progetto che oggi continua a crescere mantenendo intatto lo spirito con cui è nato: fare di Cassino, città che ha conosciuto la distruzione della guerra, un luogo dal quale diffondere un messaggio universale di pace.

A legare gli interventi istituzionali è stato un messaggio comune: la pace non può essere considerata soltanto come assenza di guerra, ma deve essere costruita e coltivata ogni giorno attraverso comportamenti concreti, il dialogo, la solidarietà, la legalità e il rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona.

Un concetto che richiama le parole di Papa Francesco: non può esserci pace senza giustizia. Da qui la responsabilità che appartiene a ciascuno, nelle istituzioni come nella vita quotidiana: contribuire alla costruzione di una società più giusta, solidale e inclusiva, capace di non lasciare indietro nessuno e di riconoscere nel rispetto dei diritti umani il fondamento stesso di una convivenza autenticamente pacifica.

Particolarmente significativo anche il momento dedicato alla poesia “Quel seme che tanto vorrei far germogliare”, interpretata da Corine Ricci: l’immagine del seme è diventata così il simbolo ideale dell’intera giornata. Un momento dedicato alla memoria di Roberto Molle presidente della associata Battaglia di Cassino che tanti si è impegnato su questi temi e al quale fu attribuito il premio nella edizione del 2024. 

La data scelta per la cerimonia porta con sé, inoltre, un forte valore storico. Proprio il 10 settembre 1943 Cassino subì il primo devastante bombardamento, dando inizio a una delle pagine più drammatiche della storia della città. Ottantatré anni dopo, da una città che ha conosciuto sulla propria pelle le conseguenze della guerra, il Premio vuole trasformare la memoria del dolore in responsabilità per il presente e per il futuro.

I Premiati: Giuseppe Ranieri – Prefetto di Frosinone. Premiato per l’autorevole impegno istituzionale al servizio del territorio, per l’attenzione ai valori della legalità, della coesione sociale e della convivenza civile e per il ruolo di garanzia e raccordo tra istituzioni e cittadini. Un riconoscimento al valore delle Istituzioni nella costruzione quotidiana di una società fondata sulla pace e sul rispetto dei diritti.

Antonello Aurigemma – Presidente del Consiglio regionale del Lazio. Il riconoscimento è stato attribuito per un ruolo istituzionale improntato al dialogo, al confronto democratico, alla partecipazione e al rispetto delle Istituzioni e per l’impegno nel rafforzare il rapporto tra le istituzioni regionali e le comunità del Lazio. Nel giorno del ricordo del bombardamento del 1943, il Premio sottolinea come democrazia, dialogo e partecipazione siano strumenti fondamentali per costruire e custodire la pace.

Maurizio Verona – Sindaco di Stazzema. Premiato per l’alto valore della testimonianza civile rappresentata dalla comunità di Stazzema e per l’impegno nel custodire e trasmettere alle nuove generazioni la memoria di Sant’Anna di Stazzema. Un riconoscimento a una comunità divenuta presidio permanente di memoria, dialogo, ripudio della violenza e pace.

Enrico Pittiglio – Sindaco di San Donato Val di Comino. Il Premio riconosce il legame storico e umano tra San Donato Val di Comino e Cassino e la solidarietà dimostrata nei difficili anni della distruzione e della ricostruzione. Una memoria condivisa che continua a testimoniare il valore della vicinanza tra comunità, della solidarietà e della capacità di rinascere insieme.

Gaetano De Angelis Curtis – Presidente del Centro Documentazione e Studi Cassinati. Premiato per il prezioso lavoro di ricerca, documentazione e divulgazione della storia di Cassino e del Cassinate, trasformando la memoria in conoscenza e la conoscenza in cultura. Il suo lavoro di custodia di testimonianze, documenti e vicende del territorio rappresenta uno straordinario strumento di formazione e consapevolezza per le nuove generazioni e fa della storia un autentico volano di cultura e di pace.

Enzo Mattei – Premio alla memoria, già Sindaco di Cassino. Il riconoscimento, ritirato dalla vedova e dai familiari, è stato assegnato alla memoria dell’ex Sindaco per l’impegno profuso al servizio di Cassino, per il senso delle istituzioni e per l’attenzione alla rinascita della città. Il Premio intende custodirne il ricordo e trasmettere alle nuove generazioni il suo esempio di impegno pubblico e di amore per la propria comunità.

Dom Bernardo D’Onorio – già Abate di Montecassino. Premiato per il prezioso servizio pastorale e istituzionale svolto alla guida dell’Abbazia di Montecassino e per aver rappresentato, attraverso la millenaria tradizione benedettina, un messaggio di pace, cultura e dialogo. Un riconoscimento anche al suo contributo nel rafforzare il ruolo dell’Abbazia quale simbolo universale di riconciliazione e fratellanza.

Pietro Zola – Imprenditore. Il Premio riconosce il suo profondo legame con Cassino e il territorio e la capacità di coniugare attività imprenditoriale, impegno civile e responsabilità sociale. Particolare rilievo è stato dato alla sensibilità verso la memoria storica e culturale e al sostegno a iniziative capaci di trasformare il ricordo in dialogo, consapevolezza e speranza per le nuove generazioni, dimostrando come anche l’impresa possa essere strumento di solidarietà, cultura e costruzione della pace.

Crescenzo Pittiglio – Commissario Capo, Dirigente del Commissariato di Gaeta. Figlio della città di Cassino, è stato premiato per l’impegno professionale e umano al servizio delle Istituzioni e della collettività, caratterizzato da senso del dovere, equilibrio, competenza e attenzione alla tutela dei cittadini. Il suo percorso rappresenta un esempio di come il servizio pubblico, esercitato con responsabilità e rispetto della persona, possa tradursi concretamente in un’azione quotidiana di pace, legalità, dialogo e coesione sociale.

La cerimonia ha così restituito pienamente il significato del Premio: la pace non è un principio astratto da evocare soltanto nelle grandi occasioni, ma un seme da coltivare ogni giorno.

Lo si fa nelle istituzioni quando si difendono legalità e diritti; nella ricerca storica quando si preserva la memoria; nelle amministrazioni quando si lavora per comunità più solidali; nelle imprese quando alla crescita economica si accompagna la responsabilità sociale; nelle forze dell’ordine quando sicurezza e legalità vengono perseguite nel rispetto della persona; nella società civile quando si educano le nuove generazioni al dialogo e al rifiuto della violenza.

Da Cassino, città distrutta dalla guerra e rinata dalle proprie macerie, parte ancora una volta un messaggio semplice ma impegnativo: ricordare il passato non basta. La memoria acquista pienamente senso quando diventa responsabilità nel presente e impegno concreto per costruire una società più giusta. Perché è proprio dalla giustizia, dalla solidarietà e dal rispetto dei diritti umani che può germogliare e crescere una pace autentica.

 


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