PD Cassino, il congresso infinito: anche settembre rischia di diventare un mese d’attesa

Politica - A fine luglio sembrava tutto pronto per il cambio della guardia, ma dopo la pausa estiva la situazione non si è sbloccata. Il possibile ostacolo resta la doppia vicesegreteria e il partito resta in stand by

PD Cassino, il congresso infinito: anche settembre rischia di diventare un mese d’attesa
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 12-09-2026 18:59 - Tempo di lettura 4 minuti

C’è stato agosto di mezzo, è vero. Ma dal 30 luglio a oggi è trascorso quasi un mese e mezzo e, nel Partito Democratico di Cassino, sul fronte congressuale nulla sembra essere cambiato. Anzi, quella che alla fine di luglio appariva come una strada ormai tracciata verso il rinnovo dei vertici del circolo cittadino continua a non trovare il suo approdo definitivo.

Siamo arrivati al secondo weekend di settembre e proprio quella di oggi, sabato 12 settembre, era circolata nelle settimane scorse come una delle possibili date per la celebrazione del congresso. Il 12 settembre è arrivato, ma del congresso ancora nessuna traccia. E, soprattutto, al momento non risulta essere stata fissata neppure una nuova data.

A questo punto diventa sempre più concreta la possibilità che anche settembre possa trascorrere senza il passaggio congressuale e che per vedere ufficialmente all’opera la nuova segreteria del PD di Cassino bisognerà attendere almeno ottobre.

Eppure lo schema politico costruito prima della pausa estiva, almeno nelle sue caselle principali, non sembra essere stato rimesso in discussione. L’accordo raggiunto all’interno di AreaDem, forte della maggioranza degli iscritti al circolo cittadino e dell’intesa tra le componenti che fanno riferimento al sindaco Enzo Salera e alla presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo, dovrebbe portare Lorenzo Vita alla guida del partito come nuovo segretario.

Alla presidenza del circolo dovrebbe invece andare Fernando Cardarelli, uno dei protagonisti della trattativa che nei mesi scorsi ha portato alla definizione del nuovo assetto. Se dunque sulle due cariche principali la partita sembrerebbe sostanzialmente chiusa, il nodo che potrebbe ancora impedire di mettere la parola fine al lungo percorso congressuale sarebbe quello delle vicesegreterie.

L’intesa costruita a Cassino prevede infatti una doppia vicesegreteria, secondo uno schema che ricalca quello adottato negli equilibri provinciali del Partito Democratico. Una delle due caselle dovrebbe essere assegnata all’area Schlein e, secondo quanto trapela, il nome individuato sarebbe quello di Walter Bianchi.

La seconda vicesegreteria dovrebbe invece spettare all’area composta da Rete Democratica e Base Riformista, che a Cassino ha come principale riferimento il consigliere comunale Luca Fardelli. Ed è proprio qui che la partita sembrerebbe non essere ancora definitivamente chiusa. Da fonti ben informate, infatti, emerge che l’area che fa riferimento a Fardelli non avrebbe ancora indicato il nome destinato a ricoprire l’incarico.

Non è possibile affermare con certezza che sia proprio questo il motivo dello slittamento del congresso, ma il parallelismo con quanto accaduto a livello provinciale è inevitabile. Anche il congresso provinciale del PD di Frosinone, infatti, era rimasto a lungo impantanato proprio nella definizione degli equilibri legati alla vicesegreteria. Una vicenda che potrebbe essersi riproposta, con le dovute differenze, anche nel circolo della città martire.

Il dato politico, al di là delle indiscrezioni sulle singole caselle, è però un altro: il congresso del PD di Cassino continua a slittare. Alla fine di luglio l’impressione era che mancassero soltanto gli ultimi tasselli prima di arrivare alla celebrazione dell’assise. Poi è arrivato agosto, mese nel quale inevitabilmente l’attività politica ha subito un rallentamento, e tutto è stato rinviato a settembre.

Ma settembre è ormai iniziato da quasi due settimane e quella del 12 era stata indicata come una possibile data per chiudere definitivamente la partita. Così non è stato. Senza una convocazione ufficiale e con alcuni equilibri che sembrerebbero ancora da perfezionare, diventa difficile immaginare tempi strettissimi. Ecco perché, a questo punto, non può essere escluso che il congresso possa scivolare direttamente a ottobre.

Nel frattempo il Partito Democratico di Cassino resta sospeso tra una gestione uscente che attende di consegnare il testimone e una nuova dirigenza che, politicamente, sembra essere stata già disegnata ma che non ha ancora ricevuto l’investitura congressuale. E così, mentre la politica cittadina si prepara a un autunno nel quale non mancheranno temi pesanti – dalla crisi industriale del territorio alle grandi partite amministrative e alla candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029 – il principale partito della maggioranza che governa la città continua a fare i conti con il proprio lungo congresso.

La domanda, a questo punto, non è più soltanto chi guiderà il PD di Cassino. Quello, almeno nelle caselle principali, sembra ormai deciso da tempo. La domanda è quando quella nuova squadra potrà finalmente iniziare a lavorare. E settembre, che fino a poche settimane fa sembrava il mese della svolta, rischia adesso di trasformarsi nell’ennesimo mese d’attesa.





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