Economia - Stop a lastratura, verniciatura e montaggio dal 6 al 9 ottobre. D’Avino: "Basta indiscrezioni sui cinesi, servono un piano industriale chiaro, modelli, volumi e garanzie per l’occupazione"
Nuovo stop produttivo allo stabilimento Stellantis di Cassino. L’azienda ha comunicato al Comitato Esecutivo il fermo delle attività nei reparti di lastratura, verniciatura e montaggio da domani, martedì 6 ottobre, fino a venerdì 9 ottobre compreso.
Quattro giorni consecutivi di stop che vanno ad aggiungersi a un quadro già particolarmente difficile per il sito di Piedimonte San Germano, alle prese da mesi con volumi produttivi ridotti e frequenti giornate di fermo. Una situazione che continua ad alimentare la preoccupazione non soltanto tra i dipendenti diretti di Stellantis, ma anche nelle numerose aziende dell’indotto e dei servizi legate allo stabilimento.
A intervenire dopo la nuova comunicazione aziendale è Gennaro D’Avino, segretario generale della Uilm Frosinone, che chiede a Stellantis di fare chiarezza sulle prospettive future dello stabilimento cassinate. «Il fermo produttivo comunicato da Stellantis per lastratura, verniciatura e montaggio, da domani a venerdì compreso, è un altro segnale di una crisi che non può più essere affrontata con comunicazioni di giornata. Ogni fermo pesa sui lavoratori e si ripercuote su tutto l’indotto».
Sul tavolo resta soprattutto il nodo del futuro industriale di Cassino. Nelle ultime settimane si sono rincorse indiscrezioni relative a possibili collaborazioni o partecipazioni con gruppi cinesi e altri soggetti, ipotesi sulle quali il sindacato chiede ora risposte ufficiali. «Basta voci: il futuro di Cassino non può essere affidato alle indiscrezioni. Servono comunicazioni ufficiali e un piano industriale chiaro e verificabile, con modelli, volumi, tempi di avvio e garanzie per l’occupazione e per l’indotto», sottolinea D’Avino.
La preoccupazione della Uilm riguarda infatti l'intero sistema produttivo che ruota attorno allo stabilimento. «Aziende come Tiberina, Denso, Lear e MA Srl, insieme ai servizi, alle mense e realtà come Atlas e Iscot, attendono prospettive e risposte. L’indotto è una bomba a orologeria: se non si interviene subito, rischia di saltare l’intero sistema produttivo del territorio».
Un primo momento di confronto è atteso per il 15 ottobre, quando a Roma è previsto l’incontro tra Stellantis e le organizzazioni sindacali nazionali. Un appuntamento sul quale la Uilm punta per ottenere indicazioni precise sul futuro degli stabilimenti e, in particolare, di Cassino.
«Pretenderemo che il piano industriale venga messo al centro del confronto – conclude D’Avino –. Non c’è più tempo da perdere: Stellantis deve dare risposte concrete ai lavoratori e al territorio».
Il nuovo fermo dal 6 al 9 ottobre, dunque, riporta ancora una volta al centro la questione dei volumi e delle prospettive produttive di Cassino. E mentre continuano a rincorrersi ipotesi sul possibile coinvolgimento di partner asiatici, per lavoratori e aziende dell’indotto la richiesta resta la stessa: conoscere quali produzioni arriveranno, con quali volumi e soprattutto con quali tempi.