Discarica di Cerreto, Avs Frosinone: "No alla riapertura. A difesa del nostro territorio e del principio Rifiuti Zero"

Cassinate - Come Alleanza Verdi Sinistra Frosinone, ci uniamo fermamente al coro di sindaci e cittadini che si oppongono con determinazione alla possibile riapertura della discarica di Cerreto a Roccasecca. Sosteniamo con convinzione la battaglia in difesa della salute delle comunità locali e di uno sviluppo pienamente sostenibile

Discarica di Cerreto, Avs Frosinone: "No alla riapertura. A difesa del nostro territorio e del principio Rifiuti Zero"
di Redazione - Pubblicato: 08-10-2026 15:00 - Tempo di lettura 2 minuti

Sosterremo anche chi vuole portare la difesa dell'ambiente del nostro territorio in Europa.  Come Alleanza Verdi Sinistra Frosinone, ci uniamo fermamente al coro di sindaci e cittadini che si oppongono con determinazione alla possibile riapertura della discarica di Cerreto a Roccasecca. Sosteniamo con convinzione la battaglia in difesa della salute delle comunità locali e di uno sviluppo pienamente sostenibile. I numeri, infatti, parlano chiaro: i dati ufficiali forniti dalla SAF dimostrano che, nel 2025, la Provincia di Frosinone non ha conferito alcun rifiuto in discarica. Questo certifica che un ciclo di gestione virtuoso e autosufficiente è non solo possibile, ma è già in atto nel nostro territorio, il quale ha dimostrato con i fatti di poter perseguire l’obiettivo vitale di “Rifiuti Zero”.

Riaprire la discarica di Cerreto significherebbe tradire gli enormi sforzi fatti in nome della tutela ambientale del territorio; infatti, pensiamo che ogni Ambito Territoriale Ottimale debba garantire l’autosufficienza nei propri confini e respingiamo con fermezza ogni tentativo di scaricare sulla Ciociaria le necessità di smaltimento della Capitale.

A ciò si aggiungono gravissime preoccupazioni gestionali: un verbale ufficiale dell’ARPA del 30 marzo 2021 ha infatti accertato l’abbancamento di circa 302.000 tonnellate di rifiuti in esubero nei bacini di Cerreto, con superamenti dei volumi autorizzati che hanno toccato il 180%. Non si può consentire alcuna riapertura o voltura autorizzativa in un sito gravato da simili precedenti, peraltro in totale assenza di una preventiva valutazione d’impatto sanitario e di un’indagine epidemiologica approfondita.

Una riapertura minaccerebbe irreparabilmente la nostra natura e la salute umana. Non dobbiamo dimenticare che la normativa europea in tema di rifiuti pone lo smaltimento in discarica come estrema e ultima opzione, privilegiando invece la riduzione, il riuso, il riciclo e la bonifica dei siti esistenti. Inoltre, il principio di precauzione sancito dai Trattati UE impone di evitare riaperture e fermare i progetti qualora vi sia anche solo il dubbio di un rischio per l’ambiente e per i cittadini. La nostra mobilitazione si fonda sul diritto inalienabile alla vita e alla salute, richiamando a questo proposito le procedure adottate e la storica sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) del 30 gennaio 2025 sul caso della “Terra dei Fuochi”.

Per questi motivi, condividiamo in pieno il percorso istituzionale promosso dai Comuni di Roccasecca, Arce, Aquino, Colle San Magno, Colfelice, Pico, Castrocielo, Pontecorvo, Piedimonte San Germano e San Giovanni Incarico, affiancati da Esperia, Santopadre e Rocca d’Arce. Sosteniamo ogni azione che, al di là delle appartenenze politiche, miri a tutelare il territorio attraverso delibere congiunte e ricorsi al Consiglio di Stato. Riteniamo fondamentale accogliere, come ampiamente previsto, anche le osservazioni formulate dai comitati territoriali, confermando un metodo di lavoro sinergico tra istituzioni e associazioni per contrastare definitivamente l’ipotesi della riapertura.

Appoggiamo infine tutte le petizioni in atto, che stanno vedendo una grandissima partecipazione popolare, per rivendicare l’applicazione dei principi europei. Ci impegniamo solennemente a portare questa battaglia anche in Europa, direttamente nelle sedi dell’Unione. Il Basso Lazio merita dignità e un modello in linea con le direttive comunitarie: il nostro territorio ha diritto a bonifiche reali, non all’ennesima discarica.





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