Economia - Produzione Maserati sospesa dal 12 al 16 ottobre. Riflettori puntati sugli incontri del 15 e del 20 ottobre con sindacati e Regione Lazio. Sullo sfondo l'ipotesi di una partnership cinese, mentre la produzione a Cassino è crollata del 37,1%.
La produzione non ripartirà neppure lunedì prossimo allo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. Le linee del Cassino Plant resteranno ferme per un'altra settimana, da lunedì 12 a venerdì 16 ottobre compreso, prolungando ulteriormente una situazione di difficoltà che continua a pesare sui lavoratori e sull'intero territorio.
La comunicazione è arrivata dall'azienda nel corso del Comitato Esecutivo e riguarda la produzione Maserati. Durante il periodo di fermo sarà comunque richiamato il personale necessario per svolgere attività di addestramento su Alfa Romeo.
Un altro stop, dunque, che si aggiunge a quelli già registrati nei mesi scorsi e che conferma le difficoltà produttive dello stabilimento. Ma quella che sta per iniziare potrebbe essere anche una fase particolarmente importante per il futuro della fabbrica di Piedimonte San Germano.
Due appuntamenti, infatti, sono attesi nei prossimi giorni e potrebbero fornire indicazioni sulle prospettive industriali del Cassino Plant. Il primo è fissato per giovedì 15 ottobre, quando Stellantis incontrerà le organizzazioni sindacali. Il secondo, altrettanto significativo, è in programma martedì 20 ottobre a Torino, dove i vertici del gruppo automobilistico incontreranno il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Due confronti dai quali il territorio attende risposte concrete, soprattutto alla luce delle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane su una possibile partnership tra Stellantis e alcuni costruttori cinesi. Ipotesi che, almeno fino a questo momento, non hanno trovato conferme ufficiali, ma che potrebbero assumere contorni più definiti proprio in occasione dei prossimi appuntamenti.
Resta da capire se l'eventuale collaborazione possa tradursi nell'assegnazione di nuovi modelli allo stabilimento di Cassino e, soprattutto, quali attività produttive verrebbero effettivamente realizzate all'interno della fabbrica. Una questione sulla quale i sindacati hanno già espresso una posizione precisa: evitare che il Cassino Plant venga trasformato in un semplice sito di assemblaggio, senza un reale valore aggiunto in termini di produzione, tecnologia e occupazione.
Intanto, a fotografare la gravità della situazione sono i numeri della produzione. Nei primi nove mesi del 2026, dallo stabilimento di Piedimonte San Germano sono uscite appena 8.897 autovetture, contro le 14.135 realizzate nello stesso periodo del 2025. Una flessione del 37,1% che assume contorni ancora più preoccupanti se confrontata con l'andamento complessivo degli stabilimenti italiani di Stellantis.
A livello nazionale, infatti, nei primi nove mesi dell'anno sono stati prodotti 340.745 veicoli tra autovetture e commerciali, rispetto ai 265.490 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 28,3%. Cassino rappresenta dunque l'eccezione negativa nel panorama degli stabilimenti italiani dedicati alla produzione di autovetture.
Nel dettaglio, delle 8.897 vetture realizzate nel sito laziale, 5.227 sono Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre le restanti 3.670 sono Maserati Grecale. Numeri che testimoniano quanto siano ormai ridotti i volumi produttivi di uno stabilimento che per anni ha rappresentato uno dei principali poli industriali del Lazio meridionale.
La crisi, naturalmente, non riguarda soltanto i dipendenti diretti di Stellantis. A risentire della contrazione produttiva sono anche le numerose aziende dell'indotto, strettamente legate alle attività del Cassino Plant, con ripercussioni che coinvolgono migliaia di famiglie e l'economia dell'intero comprensorio.
Il nuovo fermo produttivo arriva quindi in un momento particolarmente delicato. Da una parte ci sono linee che continuano a restare inattive e volumi produttivi sempre più bassi, dall'altra l'attesa per decisioni industriali che possano finalmente restituire prospettive allo stabilimento.
Gli incontri del 15 e del 20 ottobre rappresentano adesso due passaggi fondamentali. Non è ancora possibile sapere se porteranno annunci concreti, né se le indiscrezioni sulle partnership cinesi troveranno conferma. Ma dopo mesi di incertezze, fermate produttive e numeri in costante discesa, lavoratori, sindacati e territorio attendono soprattutto una risposta: quale futuro Stellantis intende riservare alla fabbrica di Cassino?
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