Cronaca - La protesta partirà alle 9 dall’area Varlese e raggiungerà la rotatoria di Maury’s per poi tornare indietro. Autorizzati 35 mezzi pesanti. Nel mirino il prezzo dei carburanti, le tasse e le difficoltà economiche di famiglie e imprese. Possibili modifiche alla circolazione sulla superstrada Cassino-Formia
Trattori e camion pronti a scendere in strada per protestare contro il caro carburanti, l'aumento del costo della vita e le difficoltà economiche che continuano a pesare sulle famiglie e sulle attività produttive. L'appuntamento è fissato per sabato 17 ottobre, alle ore 9, quando dall'area Varlese, in via Ausonia 19, prenderà il via una manifestazione popolare che punta a richiamare l'attenzione del Governo sulle condizioni economiche di cittadini, lavoratori e imprese.
Una mobilitazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole coinvolgere non soltanto Cassino, ma anche i cittadini del Basso Lazio, dell'Alta Campania e del Molise. Agricoltori, autotrasportatori, automobilisti, commercianti, lavoratori, pensionati e famiglie sono chiamati a partecipare a una protesta che nasce dal malcontento per i rincari e per una situazione economica ritenuta ormai insostenibile.
Sono 35 i mezzi, tra trattori e camion, autorizzati a prendere parte alla manifestazione. Il corteo partirà dall'area Varlese e percorrerà la strada statale 630, Cassino-Formia, fino alla rotatoria nei pressi del punto vendita Maury's, per poi effettuare il percorso inverso e tornare al punto di partenza.
La scelta del tracciato è legata anche alla concomitanza con la grande esercitazione della Protezione Civile programmata a Cassino nello stesso fine settimana. Proprio per evitare interferenze con le attività previste in città, la manifestazione si svolgerà lungo un percorso esterno al centro urbano. Non sono escluse ripercussioni sulla viabilità. Gli stessi promotori avvertono che il tratto compreso tra l'ingresso dell'autostrada A1 e la rotatoria di Maury's potrebbe essere interessato da modifiche alla circolazione.
A far scattare la mobilitazione è soprattutto il prezzo dei carburanti, considerato dagli organizzatori l'ultimo di una lunga serie di rincari che hanno colpito il potere d'acquisto dei cittadini. Secondo le stime diffuse dai promotori, rispetto a sei mesi fa un pieno di gasolio per un'automobile utilitaria costerebbe circa 30 euro in più, mentre per la benzina l'aumento sarebbe nell'ordine dei 22 euro.
Numeri indicati dagli organizzatori per descrivere le difficoltà quotidiane di chi utilizza l'automobile per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola o svolgere le normali attività familiari. Un problema che diventa ancora più pesante per gli autotrasportatori, gli agricoltori e tutte quelle categorie produttive che dipendono direttamente dal costo del carburante.
Nel documento che accompagna l'iniziativa, i promotori denunciano un aumento generalizzato dei prezzi rispetto al periodo precedente alla pandemia, sostenendo che il costo della vita sia arrivato addirittura a triplicare. Una valutazione degli organizzatori che esprime la percezione di un peggioramento delle condizioni economiche, senza rappresentare un dato statistico ufficiale.
A pesare sui bilanci familiari, secondo i manifestanti, sarebbero anche i rincari dell'energia, la pressione fiscale sugli stipendi, la rimodulazione dei ticket sanitari e l'introduzione di costi per servizi precedentemente gratuiti. La mobilitazione punta a dare voce anche alle categorie produttive e commerciali che denunciano una crescente difficoltà a sostenere i costi di gestione delle proprie attività. Particolare attenzione viene riservata al mondo agricolo, già alle prese con l'aumento delle spese per carburanti, macchinari e produzione.
A queste problematiche si aggiunge, secondo gli organizzatori, la presenza incontrollata della fauna selvatica, con danni alle coltivazioni e situazioni di pericolo sulle strade e nei centri abitati. Una questione particolarmente sentita anche nel territorio del Cassinate, dove il rapporto tra attività agricole, sicurezza stradale e presenza degli animali selvatici è da tempo al centro delle preoccupazioni di numerosi cittadini.
L'obiettivo della manifestazione è quello di ottenere risposte concrete dalle istituzioni nazionali. I promotori chiedono infatti un confronto immediato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affinché vengano affrontate le difficoltà economiche che, a loro giudizio, stanno compromettendo la qualità della vita di una parte sempre più ampia della popolazione. Il messaggio riportato sui manifesti è chiaro: «Scendiamo tutti in strada perché il nostro lungo silenzio è interpretato come strumento di permissività a farci di tutto».
Una frase che riassume lo spirito dell'iniziativa e la volontà di trasformare il malcontento in una mobilitazione pubblica. L'appuntamento è dunque per sabato mattina, 17 ottobre, alle 9, nell'area Varlese di Cassino. In caso di condizioni meteorologiche avverse, la manifestazione sarà rinviata. Un sabato che si annuncia particolarmente impegnativo per la città, chiamata a gestire contemporaneamente la protesta contro il caro vita e le attività della grande esercitazione regionale della Protezione Civile.
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