Economia - Il grido d'allarme arriva dai lavoratori del Centro Commerciale situato nel comune di Piedimonte San Germano, che denunciano la chiusura di molte attività commerciali e i frequenti licenziamenti: "Il clima è desolante, l’incertezza totale: non esistono prospettive e non si respira alcuna volontà di rilancio". Entro novembre giù altre saracinesche
Quello che una volta era un fiore all'occhiello del territorio si sta lentamente trasformando in una cattedrale nel deserto. È questo il sentiment che domina tra i lavoratori del Centro Commerciale Le Grange di Piedimonte San Germano, che vivono un clima caratterizzato da sempre maggiori chiusure e licenziamenti.
"Uno dei centri commerciali più belli e frequentati della Ciociaria sta lentamente spegnendosi - dichiarano i lavoratori - Il Centro Commerciale Le Grange attraversa da tempo una crisi profonda, visibile a tutti, ma ignorata da troppi. Una crisi che, a nostro avviso, ha contorni e dinamiche che fanno pensare più a un disegno deliberato che a un destino inevitabile".
"Le serrande abbassate - denunciano - ormai sono la norma. Le attività chiudono una dopo l’altra, mentre le poche nuove aperture sono sporadiche, provvisorie, e spesso accompagnate da altrettanti licenziamenti. Il clima è desolante, l’incertezza totale. Non esistono prospettive, non si respira alcuna volontà di rilancio.
"Il silenzio assordante su questa situazione - proseguono - è inaccettabile. Si parla spesso, giustamente, della crisi dell’indotto industriale del territorio, delle difficoltà legate ad alcune grandi aziende. Ma nessuno sembra trovare il tempo o la volontà di parlare delle decine di lavoratori - padri e madri di famiglia - che da anni, anche da decenni, operano in questo centro commerciale. Persone che oggi vedono svanire il proprio lavoro e la propria dignità nella totale assenza di tutele e attenzione".
"Da tempo - raccontano - circolano voci secondo cui il centro non verrebbe rilanciato volontariamente. Gli affitti richiesti per l’apertura di nuove attività sarebbero scoraggianti, mentre quelli delle attività esistenti, anziché venire calmierati per favorirne la permanenza, aumenterebbero sistematicamente a ogni scadenza. Questo alimenta il sospetto che l’intento sia quello di svuotare la struttura, forse in vista di una futura riconversione con diversa destinazione d’uso".
"Qualunque sia il progetto che si profila, i lavoratori chiedono fin da ora garanzie certe e concrete sulla propria ricollocazione, prioritariamente e con criteri trasparenti, nella nuova eventuale realtà produttiva, qualora si materializzasse" rivendicano convintamente.
"Come si sono spesi - e continuano a farlo - per altre emergenze occupazionali del territorio, i rappresentanti istituzionali devono oggi dare un segnale forte anche per Le Grange. Perché qui non si sta affrontando semplicemente una crisi commerciale: siamo di fronte a un processo che ha tutta l’aria di essere pilotato, e che sta lasciando dietro di sé disoccupazione e abbandono. Non possiamo accettare che tutto questo avvenga nel silenzio generale" hanno concluso i lavoratori del Centro Commerciale Le Grange
Su circa 50 negozi, hanno abbassato la saracinesca più della metà, 28 su 50, e entro il prossimo emse di novembre sono previste altre chiusure. Una debacle!
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