Economia - La società dell'indotto Stellantis: "È trasferimento di ramo d'azienda", ma valuta la CIGS. I rappresentanti dei lavoratori avvertono: "No a licenziamenti unilaterali". Riflettori accesi sulla vertenza anche da parte del sindaco di Piedimonte Gioacchino Ferdinandi. Venerdì un tavolo sulle politiche industriali a Cassino con il segretario nazionale della Fiom. L'allerta è massima, anche per Novo Nordisk
La crisi dell'indotto Stellantis continua a tenere banco. Dopo il vertice tenutosi ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Trasnova, l'azienda che opera negli appalti del Gruppo automotive, si registra un botta e risposta tra le parti e un forte segnale di mobilitazione sindacale sul territorio. Al centro della disputa ci sono i 288 lavoratori a rischio a causa della cessazione degli affidamenti in essere prevista per il 31 dicembre 2025.
In una nota inviata a seguito dell'incontro al Mimit, Trasnova ha tenuto a precisare alcuni punti del comunicato unitario sindacale. L'azienda sottolinea che la cessazione degli affidamenti in esame "deve essere inquadrata in quella del trasferimento di ramo d’azienda", fattispecie che imporrebbe "la forte tutela prevista dalla legge in favore dei lavoratori impiegati".
Nonostante ciò, Trasnova ha reso la propria disponibilità a valutare anche l'ipotesi della Cassa Integrazione Straordinaria per cessazione di attività, precisando tuttavia che ogni determinazione sarà subordinata "all’esito dell’auspicabile riscontro da parte di Stellantis".
Le sigle confederali Cgil, Filcams, Fiom e Filt hanno riferito che la riunione ministeriale si è conclusa con l'impegno ad un aggiornamento a breve, vincolante per confermare che Trasnova "non procederà unilateralmente con i licenziamenti collettivi". I sindacati chiedono l'apertura di un ammortizzatore sociale accompagnato da politiche attive e formazione, con il supporto di Italia Lavoro.
Il grido d'allarme si sposta poi direttamente sulla committenza: il sindacato ha richiesto un "intervento diretto e deciso" del Mimit nei confronti di Stellantis, affinché "non ignori le sue responsabilità sociali nei confronti dell'indotto".
Sulla necessità di un cambio di rotta a livello nazionale, è intervenuto anche il segretario confederale della CGIL, Pino Gesmundo: "È necessario che il Governo, attraverso una vera politica industriale anche e non solo nel settore dell'automotive, ripristini giuste condizioni di stabilità, dignità e salario nell'indotto come nella committenza, imponendo la garanzia dei perimetri occupazionali e i diritti di precedenza in caso di ricollocazioni esterne".
Sulla questione interviene anche il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, che spiega: "La nostra posizione rimane sempre la stessa: il 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐞𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞, 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐓𝐫𝐚𝐬𝐧𝐨𝐯𝐚 e 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝟐𝟖𝟖 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢. Sono in corso importanti 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚, non va lasciato indietro nessuno. La partita è ancora difficile, ma l’incontro di oggi rappresenta comunque un 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞: al centro devono rimanere i 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞, che chiedono 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨. 𝐅𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞".
In questo contesto di forte incertezza e in attesa di un segnale da Stellantis, la Fiom ha organizzato un importante momento di confronto sul territorio. Venerdì 3 ottobre 2025, alle ore 10.00, presso la Sala Restagno del Comune di Cassino, si terrà l'evento dal titolo "POLITICHE INDUSTRIALI - QUALI STRATEGIE PER IL TERRITORIO?". L'iniziativa vedrà la partecipazione di figure chiave del sindacato e delle istituzioni, con la presenza di Michele De Palma, Segretario Generale Fiom Nazionale, che terrà la conclusione. Interverranno, tra gli altri, Luca De Zolt (Filcams) e David Guidi (Filt), oltre al Sindaco di Cassino Enzo Salera e la Vicepresidente della Regione Roberta Angelilli.
Intanto, sul fronte più ampio, l'UGL Metalmeccanici rende noto che l'amministratore delegato di Stellantis Italia, Antonio Filosa, ha risposto positivamente alla richiesta di confronto unitaria inviata dalle sigle di categoria lo scorso 9 settembre. La convocazione, giunta telefonicamente ai sindacati, è fissata per il 20 ottobre, probabilmente a Torino. "L’UGL Metalmeccanici non farà altro che ribadire e chiedere quello che ha sempre detto: garanzie per gli stabilimenti italiani e misure immediate a tutela dei lavoratori del comparto", ha dichiarato il segretario nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera, chiedendo di comprendere le "reali prospettive industriali" del Gruppo, soprattutto alla luce di una transizione ecologica "pensata rigidamente e in un’unica direzione" che rischia di penalizzare pesantemente l'intera filiera dell'indotto.
A tenere banco è anche la vertenza Novo Nordisk. “Va assolutamente evitato che nell’industria farmaceutica europea ci siano divisioni e dispersioni di energie per non ripetere quanto accaduto all’automotive dove abbiamo perso notevoli quote di mercato”. Questo l’appello che i segretari della UILTEC Frosinone che si occupano di industria e del settore chimico farmaceutico rivolgono alla politica italiana ed europea, dopo le recenti polemiche su Novo Nordisk, la big pharma danese che ha annunciato forti investimenti sul sito di Anagni. L’auspicio e la convinzione della Uiltec, infatti, è quella che la Novo Nordisk riprenda le strategie che passano anche attraverso la diversificazione della costruzione del prodotto e porti avanti tutti quegli investimenti e quella occupazione che aveva preannunciano non meno di 8 mesi fa e che il Ministero aveva salutato con soddisfazione.