Cassino torni al centro: basta decisioni che penalizzano il nostro territorio

Politica - Sebastianelli, Evangelista, Incagnoli: "Nel prossimo Consiglio Comunale affronteremo un tema che non è astratto né distante, l'esclusione dalla Zes non è un dettaglio tecnico: è un freno allo sviluppo che rischia di indebolire ulteriormente l’intero comparto industriale legato a Stellantis e al suo indotto"

Cassino torni al centro: basta decisioni che penalizzano il nostro territorio
di Redazione - Pubblicato: 25-11-2025 16:33 - Tempo di lettura 2 minuti

Nel prossimo Consiglio Comunale affronteremo un tema che non è astratto né distante, ma riguarda la vita quotidiana delle famiglie, delle imprese e dei giovani del nostro territorio: il futuro economico e industriale del Cassinate.

Il messaggio politico che intendiamo portare con chiarezza è semplice e non negoziabile: Cassino deve tornare al centro delle scelte strategiche nazionali. Non possiamo più accettare che il nostro territorio venga considerato una periferia amministrativa mentre altrove si prendono decisioni che, di fatto, determinano il nostro destino.

La recente discussione alla Camera dei Deputati sulla ZES Unica del Mezzogiorno ha reso evidente una distorsione che viviamo sulla nostra pelle. Abruzzo, Campania e Molise, territori con cui condividiamo filiere industriali e logistiche, sono stati inclusi nella ZES e oggi possono attrarre investitori grazie a benefici fiscali considerevoli. Cassino, invece, è stata esclusa senza una motivazione che tenga conto della nostra storia industriale, della nostra vocazione produttiva e delle esigenze del nostro tessuto economico.

Questa esclusione non è un dettaglio tecnico: è un freno allo sviluppo, una disuguaglianza che rende i nostri imprenditori meno competitivi, che scoraggia nuovi investimenti e che rischia di indebolire ulteriormente l’intero comparto industriale legato a Stellantis e al suo indotto.

Il paradosso è evidente a tutti: basta spostarsi di pochi chilometri perché un’impresa possa beneficiare di sostegni fiscali importanti, mentre qui, nel cuore di uno dei poli industriali storici del Centro-Sud, quei benefici semplicemente non esistono. È una condizione che non possiamo più accettare, perché mina le fondamenta stesse della nostra economia locale.

Eppure il Cassinate non è un territorio privo di strumenti o competenze. Al contrario: possediamo eccellenze che molte aree d’Italia ci invidiano. L’Università di Cassino, con i suoi centri di ricerca, forma ingegneri, tecnici e professionisti che trovano lavoro in tutta Europa. L’ITS Meccatronico rappresenta un punto di riferimento per la formazione tecnica avanzata, collegata direttamente alle esigenze delle imprese. E lo stesso tessuto industriale, pur tra mille difficoltà, continua a dimostrare capacità di innovare e adattarsi.

Questa ricchezza, però, oggi convive con una crisi reale: posti di lavoro che si perdono, incertezze nella filiera dell’automotive, aziende che chiudono o valutano di trasferirsi in aree più favorevoli. È una dinamica che possiamo e dobbiamo invertire, ma per farlo servono strumenti adeguati. La ZES — o, in alternativa, misure equivalenti che garantiscano pari condizioni rispetto ai territori limitrofi — rappresenta proprio quella leva necessaria per riportare investimenti, sostenere chi già opera qui e creare nuove opportunità per i nostri giovani.

Il percorso indicato dall’ordine del giorno discusso alla Camera va nella direzione giusta: riconoscere il Cassinate come area contigua meritevole di benefici, individuare con precisione le criticità economiche e produttive, rafforzare il ruolo dell’Università e dell’ITS come motori della trasformazione industriale, e valutare l’ampliamento degli strumenti dedicati alle aree di crisi complessa. Sono passaggi che non chiedono privilegi, ma giustizia territoriale e una visione di sviluppo che includa anche noi.

Il nostro obiettivo, quindi, è chiaro: affermare con forza che Cassino non può più essere ignorata. Le decisioni che riguardano il futuro industriale del Centro Italia devono necessariamente coinvolgere il nostro territorio. Cassino non è una periferia: è un polo produttivo, formativo e logistico che ha dato per decenni un contributo fondamentale all’economia nazionale. E può continuare a farlo, se messo nelle condizioni di competere alla pari.

Il Cassinate ha tutte le risorse per rialzarsi: imprese coraggiose, giovani preparati, scuole e università di alto profilo, una tradizione industriale consolidata. Ciò che chiediamo è soltanto che queste potenzialità vengano riconosciute e sostenute da scelte politiche all’altezza. Perché il rilancio del nostro territorio non è una richiesta corporativa: è un’esigenza di sviluppo, di equità e di visione per l’intera area del Centro-Sud.





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