Economia - Cassa vuota nonostante le promesse sui milioni degli obbligazionisti, sindacati in rivolta a Roccasecca. La Filctem CGIL proclama lo sciopero immediato e blocca le merci: "Operazione nebulosa, ora decida il Tribunale di Frosinone"
Lo stabilimento Saxa Roccasecca si trova a un bivio decisivo. Siamo ormai alle porte di una scadenza istituzionale e industriale di fondamentale importanza: lunedì 15 giugno scadranno infatti i termini per la presentazione di
Ad oggi, il futuro del sito produttivo e dei suoi circa 200 lavoratori appare quanto mai incerto. Nonostante le rassicurazioni fornite nei mesi scorsi, la possibilità di procedere con il concordato sembravacillare alla luce delle ultime posizioni espresse dal fondo Xeta Investment, società facente capo al fondo Anchorage e guidata da Roberto Pucciano, rappresentata operativamente da Davide Cognolato.
Emerge oggi un quadro di profonda preoccupazione: il fondo, che era stato presentato in pompa magna davanti a organizzazioni sindacali e istituzioni locali come il motore del rilancio, non sarebbe riuscito a reperire i capitali necessari per la ripartenza delle attività industriali.
Risultano particolarmente gravi le discrepanze rispetto a quanto sbandierato in precedenza: la proprietà aveva infatti annunciato che il piano industriale godeva delle risorse necessarie, dichiarando persino di aver già raccolto tra gli 8 e i 10 milioni di euro attraverso gli obbligazionisti. Affermazioni che, alla prova dei fatti, si stanno rivelando prive di fondamento, lasciando lo stabilimento in una condizione di totale stallo.
Sulla vicenda interviene con durezza Sandro Chiarlitti, della segreteria Filctem CGIL del Lazio, che segue da vicino il settore ceramico regionale: “Ci troviamo di fronte a un’operazione che definire nebulosa è un eufemismo. Esigiamo la massima chiarezza sulla reale buona fede di un piano di salvataggio più volte annunciato e illustrato con dovizia di particolari da Davide Cognolato per conto di Xeta Investment e Roberto Pucciano.
Non è accettabile che si sia parlato pubblicamente di milioni di euro già raccolti dagli obbligazionisti per poi scoprire che le casse sono vuote e che non ci sono i capitali per far ripartire la produzione. La nostra priorità assoluta è mettere in sicurezza i 200 lavoratori e le loro famiglie, smascherando chi ha giocato con il loro futuro attraverso promesse industriali non mantenute".
Secondo la sigla sindacale, la situazione è ormai giunta a un punto di rottura. Le ipotesi di amministrazione straordinaria saranno ora vagliate dal Tribunale di Frosinone, al quale si chiede di fare piena luce sulle responsabilità degli amministratori che hanno portato al totale fermo industriale dal momento in cui le quote sono passate al fondo Xeta. “Auspichiamo che si possa individuare una soluzione ragionata in sinergia con il Tribunale di Frosinone per far ripartire la speranza industriale in un sito che ha sempre dimostrato di saper operare con eccellenza nel corso degli anni".
In segno di protesta e a tutela del patrimonio aziendale, il sindacato ha proclamato uno sciopero immediato di tutte le attività. La mobilitazione prevede un presidio costante e il blocco totale della fuoriuscita di tutte le merci e dei macchinari dallo stabilimento, misura necessaria per impedire lo smantellamento del sito in attesa del pronunciamento ufficiale del Tribunale. I lavoratori e la Filctem CGIL Lazio restano in stato di agitazione, pronti a intraprendere ogni ulteriore iniziativa necessaria a difesa dell’occupazione e della dignità industriale del territorio.
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