Economia - Dopo un 2025 con oltre cento giorni di stop e un inizio anno paralizzato dai fermi produttivi, l'unica via d'uscita per le tute blu ciociare rimane il trasferimento temporaneo al Nord, mentre il Montaggio resterà al palo fino al 27 gennaio
La comunicazione ufficiale è arrivata questa mattina direttamente dai vertici Stellantis del sito pedemontano: si aprono le trasferte verso Torino e Modena per i lavoratori di Montaggio, Lastratura e Verniciatura. È l'ennesimo segnale di una crisi che non molla la presa su Cassino. La possibilità di andare a lavorare presso il MoPar, l’economia circolare o i reparti cambi di Torino, così come la richiesta di verniciatori e levabolli a Modena, nasce da una realtà innegabile: nello stabilimento ciociaro il lavoro non c’è.
Si è costretti a guardare altrove perché da inizio anno, calendario dei lavori è lo specchio fedele di una precarietà ormai cronica. Nonostante il riavvio della Lastratura giovedì 15 gennaio e una parentesi minima di attività il giorno successivo, la produzione ha subito ieri l'ennesimo stop totale. La ripresa prevista è un percorso a ostacoli che si muove per gradi, con la Verniciatura che è ripartita oggi per soli due giorni di operatività parziale, prima di fermarsi nuovamente per la festività del Santo Patrono il 23 gennaio.
Il vuoto produttivo è talmente profondo che, dopo un ulteriore fermo previsto per lunedì 26, si dovrà aspettare addirittura il 27 gennaio per vedere riaperti tutti i reparti, incluso il Montaggio. Questa situazione non è un caso isolato, ma il proseguimento di un 2025 disastroso che ha visto lo stabilimento di Cassino restare spento per oltre cento giorni. Le trasferte verso il Nord diventano quindi l'unica via d'uscita per chi vuole lavorare, mentre il territorio assiste impotente allo svuotamento produttivo di un sito che fatica a ritrovare la sua piena funzione.
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