Economia - Questa mattina il tavolo al Ministero, passi avanti sugli ammortizzatori sociali fino a settembre. Il 26 gennaio il deposito dei documenti in tribunale, nuovo vertice il 19 febbraio.
Si è concluso oggi l'atteso vertice presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) riguardante il futuro del Gruppo Saxa Gres. Sebbene la situazione rimanga complessa e delicata, la giornata odierna ha portato alcune conferme cruciali per la tutela dei lavoratori, in particolare sul fronte degli ammortizzatori sociali.
La notizia più immediata riguarda la tenuta del reddito per le centinaia di famiglie coinvolte. Confermato l'esito positivo dell'esame congiunto per la Cassa Integrazione per cessazione, che sarà estesa fino al 15 settembre: si attende ora l'emissione del relativo decreto in tempi brevi per ufficializzare la misura.
È stato inoltre compiuto un passaggio fondamentale per sbloccare i pagamenti arretrati: è stata approvata la cassa retroattiva fino al 31 dicembre, permettendo così il versamento delle mensilità non ancora percepite dai lavoratori. L’obiettivo dei sindacati, che dichiarano di aver lavorato "alacremente", è ora quello di spingere per un’ulteriore proroga fino a dicembre 2026, così da garantire una copertura totale durante la fase di transizione.
Per quanto riguarda lo stabilimento Saxa Grestone di Roccasecca, il futuro industriale resta legato alla procedura di concordato preventivo. Questi i prossimi passaggi chiave emersi dall'incontro: il 26 Gennaio è la data prevista per il deposito formale della documentazione del concordato; dopo il deposito, si attenderà che il tribunale fissi l'udienza per l'omologa definitiva del piano. Il 19 febbraio è invece la nuova data di aggiornamento presso il Ministero, dove si spera di avere elementi più concreti sul piano industriale e sulle prospettive di rilancio.
Mentre ad Anagni il percorso di riconversione industriale sotto la guida di Jarama Srl (DR Automobile) sembra aver tracciato una rotta definita, Roccasecca vive ancora ore di incertezza. Il sito rappresenta un polo storico per l'economia del Cassinate e la sua chiusura definitiva sarebbe un colpo durissimo per un territorio già provato dalla crisi.
"Rimaniamo vigili su una situazione che è sicuramente delicata," ha dichiarato Colasanti dell'Ugl. "Le parti sociali seguono ogni evoluzione con estrema attenzione per dare una prospettiva lavorativa concreta alle maestranze." La sinergia tra sindacati e amministrazione locale rimane il "valore aggiunto" in questa trattativa, con l'obiettivo comune di salvare non solo uno stabilimento, ma la stabilità economica di un intero distretto industriale.
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