Economia - Il 30 gennaio le tute blu del Cassinate al Mimit contro la crisi del settore. A Piedimonte San Germano produzione a pieno regime solo dal 27 gennaio: l'azienda ricorre ai trasferimenti dei lavoratori
Non si ferma l'allerta nel settore automobilistico. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr hanno indetto un presidio sotto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) per il prossimo 30 gennaio. La mobilitazione, che inizierà alle ore 10.00, vedrà una partecipazione massiccia di delegazioni provenienti da tutta Italia, tra cui una nutrita rappresentanza dei lavoratori dello stabilimento di Cassino Plant.
L'iniziativa nasce dalla necessità di denunciare la grave crisi che sta colpendo un settore pilastro dell'economia italiana. I sindacati chiedono risposte concrete e urgenti non solo al Governo, ma anche all'Unione Europea e all'intero sistema delle imprese. L'obiettivo è sollecitare un piano di rilancio che possa garantire la tenuta occupazionale e il futuro produttivo dei siti industriali.
Mentre i delegati si preparano a raggiungere Roma per far sentire la propria voce, la situazione all'interno dello stabilimento di Cassino mostra segnali di una ripartenza a rilento in questo inizio di 2026 e la produzione a pieno regime non inizierà prima di martedì 27 gennaio.
Nel frattempo, per gestire il surplus di manodopera o le necessità operative di altri poli industriali, l'azienda ha ufficialmente aperto la procedura per le trasferte. Una condizione che conferma la precarietà del momento e l'incertezza che regna tra le tute blu del territorio, costrette a spostarsi lontano da casa in attesa di una stabilità produttiva locale che tarda a consolidarsi.
La partecipazione della delegazione cassinate al sit-in del 30 gennaio non è solo un atto di solidarietà nazionale, ma una necessità vitale per un territorio che vive del destino del settore automotive.
I lavoratori chiedono che il tavolo al Ministero non sia l'ennesimo incontro formale, ma il punto di partenza per soluzioni che mettano fine al ricorso sistematico agli ammortizzatori sociali e alle trasferte coatte.