Economia - Dal palco dell'Hotel Edra, il leader Uilm svela il rischio 'morte lenta' per il sito pedemontano: "Inutile fare restyling se non si investe. Stabilimenti aperti, ma portati allo sfinimento: dire che non chiuderanno è una verità a metà". E puntuale, dalla dirigenza aziendale, arriva l'annuncio di un nuovo stop: cancelli chiusi anche domani, slitta il rientro in fabbrica
Decine e decine di grandi palloni blu a fare da coreografia a una sala piena di centinaia di lavoratrici e lavoratori, ieri riuniti all’Hotel Edra per il congresso provinciale della Uilm che ha eletto Gennaro D’Avino nuovo Segretario: va a prendere ufficialmente il posto dello ‘storico’ leader dei metalmeccanici della Uil, Francesco Giangrande.
Ma con le lettere di licenziamento fatte partire agli operai di tre società dell’indotto Stellantis appena 48 ore prima, e con il sito pedemontano che ha tenuto accesi i motori appena 4 giorni su 40 dall’inizio del 2026, quella di ieri non è stata certo una festa. È stata anzi l’occasione per fare il punto sulla difficile situazione che sta vivendo il settore dell’automotive, all’ombra della millenaria abbazia di Montecassino, ma non solo.
A presenziare all’evento il segretario nazionale dei metalmeccanici della Uil, Rocco Palombella, che a proposito della crisi Stellantis non ha nascosto la polvere sotto al tappeto. Tutt'altro. “Lo stabilimento di Cassino ha pagato finora il prezzo più alto rispetto agli altri stabilimenti perché quando in un sito produttivo non si individuano nuovi modelli, ma si procede con restyling è chiaro che uno stabilimento non può avere successo, e questo è quello che è avvenuto e sta avvenendo a Cassino”.
Parla del passato e del presente, il leader nazionale. Lo fa snocciolando i dati e i numeri: nel 2025, nella provincia di Frosinone, sono state utilizzate complessivamente 12,6 milioni di ore di cassa integrazione, con un incremento del 37,8% rispetto al 2024. Oltre la metà delle ore ha riguardato il settore metalmeccanico, che ha registrato 8,9 milioni di ore, in aumento del 66% rispetto all’anno precedente.
Significa che il futuro è più che nebuloso? Che lo stabilimento Stellantis di Cassino potrebbe rischiare anche di chiudere definitivamente i battenti, dopo mezzo secolo in cui si è contraddistinto come vero motore del Lazio Meridionale? La risposta del segretario della Uilm, è tutt’altro che rassicurante: “Quando Stellantis e il Governo dicono che in Italia non chiuderanno nessuno stabilimento, questa cosa è a metà vera”. Ovvero? “Si possono anche non chiudere stabilimenti, ma portarli allo sfinimento, a produrre al minimo delle potenzialità. Non sappiamo se chiamarlo futuro incerto o futuro drammatico: sappiamo per certo che ad oggi nello stabilimento di Cassino non si sta ne investendo e non ci sono nuovi modelli all’orizzonte”, conclude Palombella.
E puntuale, infatti, quasi in contemporanea, la dirigenza aziendale del sito pedemontano comunica un fermo produttivo per la giornata di domani, 18 febbraio, per quel che riguarda l'unità di montaggio e collegati, dunque il rientro slitta ancora.
Se all'interno di Stellantis si vive di ammortizzatori sociali, fuori dai cancelli si è già passati ai fatti: i licenziamenti. È qui che il congresso ha toccato i punti più dolenti, grazie agli interventi del riconfermato segretario Gennaro D’Avino, di Andrea Di Traglia (Fiom CGIL) e Mirko Marsella (Fim CISL). I nomi di Logitech, Tecnoservice e Transnova sono risuonati in sala come i primi rintocchi di un'emergenza che rischia di diventare cronica: per i lavoratori di queste fabbriche, 138 in totale, le lettere di licenziamento sono partite nella giornata di venerdì.
“Queste aziende hanno un appalto che scade il 30 di settembre, speriamo che arrivi presto la convocazione di un tavolo al Mimit, altrimenti saremo pronti a mobilitarci” spiega D’Avino. Gli fa eco Di Traglia: “Non è più rimandabile un’azione territoriale per difendere i posti di lavoro”. Conclude Marsella: “Il pericolo è che nel corso del 2026 ci saranno anche altre aziende a ricorrere a procedure di licenziamenti collettivi”.
La folta presenza istituzionale – con l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, il consigliere regionale Daniele Maura e il sindaco Gioacchino Ferdinandi – è stata l'occasione per un confronto serrato. "La Regione Lazio - ha spiegato il consigliere regionale Daniele Maura - è e sarà al fianco dei lavoratori e delle imprese, per accompagnare i processi di crescita e di transizione con responsabilità, visione e concretezza".
Infine, il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha sottolineato come “Frosinone rappresenti un territorio simbolo delle contraddizioni della transizione industriale. Accanto alle criticità, il territorio continua infatti a esprimere importanti eccellenze industriali, tra cui ABB a Frosinone e Leonardo, con le sue realtà produttive tra Anagni e Frosinone, patrimonio strategico dell’aerospazio italiano".