Economia - Presso l’Edra Palace Hotel si riunirà l’attivo unitario dei delegati RSU e RSA dello stabilimento di Piedimonte San Germano e di tutte le aziende dell’indotto. Sulla crisi dell'auto interviene anche Di Renzo (Forza Italia) che evoca lo spettro di un sistema che si sgretola: "Le generazioni che hanno reso grande questo polo oggi sono tradite"
La crisi dell’automotive entra in una fase rovente, segnata da una mobilitazione che vede ormai convergere sigle sindacali e rappresentanze politiche in un unico, disperato appello alla coesione territoriale. Il punto di svolta di questa vertenza è fissato per la mattina del 3 marzo 2026, quando presso l’Edra Palace Hotel di Cassino si riunirà l’attivo unitario dei delegati RSU e RSA di Stellantis e di tutte le aziende dell’indotto.
Questa convocazione, voluta congiuntamente dalle segreterie provinciali di FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL, FISMIC e UGLM, rappresenta un momento di straordinaria importanza per analizzare una situazione produttiva ormai critica e per definire le iniziative di lotta da mettere in campo con assoluta determinazione nelle settimane a venire.
In un settore attraversato da incertezze strutturali, i sindacati puntano tutto sulla partecipazione attiva dei lavoratori, considerata l’unico argine possibile per difendere l'occupazione e rivendicare prospettive industriali che non siano solo promesse sulla carta, ma piani concreti di rilancio per un comparto che è il cuore pulsante dell’economia locale.
L'urgenza di questa mobilitazione trova un’eco immediata e preoccupata nelle parole di Di Renzo, segretario provinciale della compagine giovanile berlusconiana, che ha lanciato un monito severo circa il "disastro occupazionale" in atto. Esprimendo solidarietà ai lavoratori di realtà storiche come Logitech, Teknoservice e Transnova, Di Renzo ha evidenziato come le procedure di licenziamento collettivo stiano sgretolando un sistema che generazioni di lavoratori hanno contribuito a rendere grande, lasciando oggi imprese e famiglie in uno stato di totale abbandono.
In questo scenario di precarietà diffusa, il fronte sindacale del 3 marzo si salda idealmente con le scadenze istituzionali della Consulta dei Sindaci del 23 febbraio e del tavolo ministeriale dell'11 marzo, delineando la necessità di una posizione politica chiara e corale.
È indispensabile che sindaci, parlamentari e consiglieri regionali facciano fronte comune per ottenere una convocazione ufficiale da parte di Stellantis, l'unica strada percorribile per fare finalmente luce sulle reali intenzioni industriali del gruppo e garantire la sopravvivenza economica dell’intero Basso Lazio.
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