Economia - Mentre lo stabilimento Stellantis di Cassino resta al palo con soli 6 giorni di lavoro nel 2026 e un nuovo stop in programma per lunedì 23 febbraio, Enrico Coppotelli presenta alla Regione un piano in 54 pagine per salvare i distretti storici e le micro-imprese del territorio
Guardare oltre l’automotive e rafforzare le micro imprese di settori altrettanto vitali per l’economia del Lazio Meridionale: è questa la sfida che la Cisl regionale lancia per il futuro del territorio, cercando di coniugare la visione strategica per i distretti storici con l’emergenza quotidiana che sta soffocando il polo automobilistico di Cassino. Enrico Coppotelli, Segretario Generale della CISL Lazio, ha delineato un quadro che non ammette ritardi, puntando tutto su una riforma della governance regionale che possa restituire fiato alle eccellenze produttive locali attraverso un documento di 54 pagine presentato alla Regione Lazio.
Al centro di questa strategia di rilancio si trovano comparti fondamentali come il Distretto delle Cartiere del Sorano e del Cassinate e quello del Marmo di Coreno Ausonio, per i quali Coppotelli ha ribadito la necessità di un cambio di passo immediato. Per quanto riguarda le Cartiere, il segretario ha sottolineato come la Valle del Liri rappresenti un patrimonio industriale che non può essere lasciato solo di fronte alle sfide della transizione ecologica ed energetica; serve un piano di investimenti mirati che permetta a questo settore storico di modernizzarsi senza perdere il suo valore occupazionale.
Allo stesso modo, il Distretto del Marmo e Lapideo di Coreno Ausonio e dei Monti Ausoni richiede interventi specifici per superare le criticità legate alla logistica e alla proiezione sui mercati internazionali, trasformando le peculiarità di questo materiale in un vantaggio competitivo duraturo. In questo scenario, la CISL individua nel Consorzio Industriale del Lazio il braccio operativo ideale: un soggetto attuatore capace di monitorare i progressi, rendicontare gli investimenti e garantire che le risorse non vengano disperse in rivoli improduttivi, assicurando così che distretti come quello del marmo e della carta possano tornare a essere motori di sviluppo per l’intera provincia.
Si tratta di settori composti prevalentemente da micro-imprese che, se messe a sistema e supportate da una governance moderna, possono offrire uno sbocco occupazionale alternativo e ridare dinamismo all'economia locale. “Attraverso questo lavoro di analisi e proposta – spiega Coppotelli – intendiamo riaffermare il nostro impegno a orientare le politiche regionali verso un modello di sviluppo sostenibile che integri innovazione, formazione e valorizzazione delle persone e dei lavoratori. In una fase di grandi transizioni tecnologiche che impattano il lavoro in maniera frontale, dobbiamo saper stare dentro i processi per trarre il meglio da essi senza perdere occupazione e professionalità”.
Tuttavia, mentre si lavora per ricostruire il futuro dei distretti, il presente del settore automotive ciociaro appare drammaticamente bloccato. Enrico Coppotelli ha espresso una fortissima preoccupazione per lo stato di salute dello stabilimento di Piedimonte San Germano e dell'indotto correlato, dove la produzione sembra ormai procedere quasi esclusivamente per brevi sprazzi seguiti da lunghi silenzi. L'ultima notizia, arrivata proprio ieri pomeriggio, conferma la gravità della crisi: lunedì 23 febbraio la fabbrica rimarrà chiusa, un ennesimo stop che rende i numeri di questo inizio d'anno assolutamente impietosi per le migliaia di lavoratori coinvolti.
Dall'inizio del 2026 a oggi, infatti, le linee produttive si sono mosse per appena sei giorni complessivi: quattro turni a gennaio e solo due a febbraio. Con il rientro previsto per martedì 24 febbraio, anche nella più ottimistica delle previsioni il primo bimestre dell’anno si chiuderà con un totale misero di dieci giorni di lavoro. Proprio per denunciare questa agonia industriale e chiedere risposte concrete che vadano oltre la gestione degli ammortizzatori sociali, tutti i sindacati hanno indetto per il 3 marzo un importante appuntamento di mobilitazione all'Hotel Edra di Cassino per definire le iniziative di lotta da mettere in campo con assoluta determinazione nelle settimane a venire. Prima che sia troppo tardi e, a quel punto, inutile!