Economia - Venerdì a Cassino scenderanno in campo anche Romeo Fionda, segretario del Circolo PD e Antonello Antonellis, Coordinatore Provinciale di Azione. Questa mattina i sindacati in piazza a Piedimonte San Germano
Dopo il volantinaggio di sabato scorso al mercato di Cassino, anche questa mattina i sindacati hanno sensibilizzato la popolazione del cassinate a partecipare alla manifestazione del 20 marzo a Cassino. Questa mattina si è svolta un volantinaggio al mercato settimanale di Piedimonte San Germano.
Alla manifestazione hanno aderito anche Romeo Fionda, segretario del Circolo PD di Cassino che ha sottolineato: “Automotive nel Basso Lazio non può morire: Il 20 marzo la voce di un territorio in lotta” e Antonello Antonellis Coordinatore Provinciale di Azione: “Non vogliamo arrenderci a questo destino, per i lavoratori e le loro famiglie, per il futuro dei nostri giovani”.
“L’economia italiana frena – aggiunge - ma in provincia di Frosinone il rallentamento è un collasso. Il settore Automotive, cuore pulsante della nostra industria, ha raggiunto il punto di non ritorno. Tra la crisi di Stellantis, l’incertezza dell’indotto e la scure dei licenziamenti, non siamo di fronte a una semplice congiuntura negativa, ma a un'emergenza sociale senza precedenti”.
“Il Governo non può più restare a guardare – sottolinea - mentre le multinazionali guardano a investimenti esteri e partner cinesi, il nostro tessuto produttivo viene svuotato. Serve una politica industriale vera, capace di governare la transizione senza sacrificare migliaia di famiglie. Non servono palliativi, ma piani risolutivi che fermino l'impoverimento del ceto medio e la deriva dei più fragili”.
“Perché il 20 Marzo è fondamentale. La manifestazione unitaria – dichiara - non è solo un atto di solidarietà, è un urlo di dignità. Partecipare significa dire che il destino dell'operaio Stellantis è il destino di ogni cittadino, professionista o commerciante del territorio. Se crolla l'industria, crolla l'intera comunità. Il Sindaco Enzo Salera, attraverso la Consulta dei Sindaci, ha già portato la voce del Sud Lazio sul tavolo della Presidenza del Consiglio. La sua lettera a Giorgia Meloni è un atto di accusa contro l'abbandono di quest'area. Ma l’azione istituzionale deve essere blindata da un fronte politico compatto”.
“Un "Manifesto" per il Futuro. Chiediamo – conclude Fionda - a tutte le forze progressiste e democratiche di firmare un impegno scritto il 20 marzo: un documento che non sia solo solidarietà, ma un vincolo politico per difendere il lavoro, i diritti e la sopravvivenza economica della nostra provincia. Il 20 marzo scendiamo in piazza non per protestare contro il passato, ma per pretendere un futuro”.
La Federazione Provinciale di Azione parteciperà alla manifestazione indetta dai sindacati venerdì 20 marzo, a sostegno dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, dei lavoratori dipendenti, e di quelli dell'indotto.
“Più volte il Segretario Nazionale Calenda - spiega Antonello Antonellis Coordinatore Provinciale di Azione - ha denunciato il disimpegno della proprietà sull'automotive in Italia; lo ha fatto in Parlamento, con interrogazione al governo, aventi risposte assolutamente inadeguate, lo ha fatto sui mezzi di comunicazione, lo ha fatto direttamente davanti allo stabilimento di Piedimonte San Germano, a due iniziative politiche tenutesi a Cassino ed a Piedimonte San Germano stesso”.
“Peccato - continua - che lo stesso impegno nel denunciare, e sensibilizzare, l'opinione pubblica sul rischio chiusura degli stabilimenti del gruppo Stellantis in Italia, non sia stata la priorità di altri leader politici, di maggioranza e di opposizione, timorosi, forse, di perdere le prime pagine di Repubblica e La Stampa; della Regione Lazio, dell'Amministrazione Provinciale, di tanti Comuni del territorio.
Oggi deve partire un nuovo messaggio diretto alla proprietà, al governo, alle forze politiche, che lo stabilimento di Piedimonte San Germano non va chiuso ma rilanciato, con nuovi modelli e tecnologie presenti sul mercato internazionale dell'auto.
“Questa è una provincia in forte difficoltà economica e sociale – conclude Antonellis - con indicatori in caduta libera, confinante con territori dove vi sono enormi vantaggi fiscali e finanziari per attrarre investimenti (le ZES), la chiusura dello stabilimento Stellantis potrebbe rappresentare il colpo esiziale. Non vogliamo arrenderci a questo destino, per i lavoratori e le loro famiglie, per il futuro dei nostri giovani”.
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