Al via ieri da Norcia la prima tappa delle celebrazioni benedettine del 2026

Cultura - Una delegazione di circa cinquanta figuranti del “Corteo Storico Terra Sancti Benedicti”, insieme ad un nutrito gruppo di tedofori del CUS Cassino hanno sfilato da Porta Romana fino alla Basilica di San Benedetto all’interno della quale c’è stata l’accensione delle tre fiaccole delle città gemellate

Al via ieri da Norcia la prima tappa delle celebrazioni benedettine del 2026
di autore Francesca Messina - Pubblicato: 02-03-2026 17:01 - Tempo di lettura 2 minuti

Al via ieri la prima tappa delle celebrazioni benedettine 2026 a Norcia con il cammino della Fiaccola benedettina “Pro Pace et Europa Una”, che attraverserà, nel mese di marzo, anche le città di Subiaco e Cassino. Una delegazione di circa cinquanta figuranti del “Corteo Storico Terra Sancti Benedicti”, insieme ad un nutrito gruppo di tedofori del CUS Cassino, sono arrivati a Norcia ieri ed hanno sfilato da Porta Romana fino alla Basilica di San Benedetto all’interno della quale c’è stata l’accensione delle tre fiaccole delle città gemellate: Norcia, Subiaco e Cassino.

A presiedere la celebrazione, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, unitamente all’Abate di Montecassino, dom Luca Fallica, e di Norcia, dom Benedetto Nivakoff. Presente il sindaco di Cassino, Enzo Salera, con gli omologhi Giuliano Boccanera (Norcia) ed Emanuele Rocchi (vice primo cittadino di Subiaco).

Ad arricchire la giornata, la tradizionale sfilata del Corteo storico “Terra Sancti Benedicti”, che, insieme alle rappresentanze storiche sorelle, ha sfilato lungo il centro cittadino saturo di cittadini e visitatori che hanno raggiunto la città umbra per l’occasione.

“L’amicizia tra le nostre comunità si rinnova ogni volta che questa fiaccola viene accesa: è un segno semplice, ma carico di significato, perché richiama una storia condivisa e un cammino che continua” - afferma l’abate di Montecassino dom Luca Fallica -.  Da sempre quella luce parla di pace e fraternità e oggi sentiamo ancora di più il bisogno di lasciarci guidare da questo messaggio. Viviamo un tempo inquieto, segnato da troppe tensioni e da una violenza che torna a mostrarsi in tutta la sua durezza. Proprio per questo la testimonianza di San Benedetto resta attuale: ci invita a scegliere la via della carità, del rispetto, del dialogo. Non è un richiamo astratto, ma un criterio concreto per le nostre scelte quotidiane, personali e collettive. Sta anche a noi decidere se alimentare divisioni o diventare costruttori di pace”.

“Ogni anno questo momento porta con sé un’emozione particolare, perché rinnova il legame tra Cassino, Norcia e Subiaco: città diverse, ma unite da radici profonde e da una storia che continua a parlare al presente” -  dichiara invece il sindaco di Cassino Enzo Salera - . Con l’accensione della fiaccola si apre un percorso che ci accompagnerà nei prossimi giorni, tra iniziative e appuntamenti pensati per coinvolgere tutta la comunità. È un modo per vivere insieme la festa di San Benedetto, non solo come tradizione, ma come occasione per riscoprire ciò che ci tiene uniti. In un tempo non semplice, anche per l’Europa, il messaggio del nostro patrono invita a fermarsi e a riflettere. Ritrovare il senso di appartenenza, rafforzare i legami tra i popoli, riscoprire valori condivisi: sono sfide attuali, che chiamano in causa tutti noi. Ed è proprio da qui, dalle nostre comunità, che può ripartire un’idea di Europa più consapevole e più coesa”.

“È stato sempre emozionante per noi sfilare nella città natale di San Benedetto - ha dichiarato il coordinatore del Corteo Storico Terra Sancti Benedicti, Edmondo Mascioli - ma quest’anno lo è stato ancora di più, perché dopo la sua riapertura ufficiale al pubblico, avvenuta lo scorso 30 ottobre, abbiamo potuto finalmente visitare la Basilica di San Benedetto, insieme al nostro Padre Abate Dom Luca Fallica, a nove anni dal devastante terremoto del 2016 che l’aveva quasi totalmente distrutta”.

“Un restauro durato circa quattro anni – ha aggiunto il presidente del CUS Carmine Calce – che ha saputo restituire al luogo di culto il suo splendore originario, utilizzando e ricollocando nello stesso posto le pietre originali, proprio come avvenuto per la nostra Abbazia di Montecassino, ricostruita “dov’era e com’era”.


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