Cronaca - La frazione è senza acqua ogni notte, mentre un guasto palese non viene riparato da dieci giorni. I cittadini: "Vendiamo l'acqua a Napoli, ma siamo costretti a vivere senza"
Un grido di allarme si leva dalla frazione di San Michele, dove i residenti denunciano da giorni un grave paradosso: l'acqua, preziosa risorsa di cui Cassino è ricca, viene dispersa in una perdita idrica "a fiume" che si protrae da circa 10 giorni, mentre alle loro case, in orario notturno, l'erogazione viene puntualmente interrotta.
Il problema, già noto e ciclico, è tornato drammaticamente alla ribalta. I cittadini di San Michele, tra i primi a pagare le bollette Acea, sono costretti a rimanere senza acqua dalle 11 di sera di sera fino alle 6 del mattino. Un disservizio che incide pesantemente sulla vita quotidiana, impedendo a chi lavora di potersi lavare o di svolgere le normali attività domestiche.
"Vendiamo l'acqua a Napoli e la portiamo a Napoli, e una frazione del Comune di Cassino sta senz'acqua. Non è normale una cosa del genere" è il grido d'allarme dei residenti che sottolineano l'assurdità della situazione: I cittadini sollevano anche un'altra questione: se il servizio è ridotto o inesistente per diverse ore al giorno, perché devono pagare la stessa cifra degli altri che hanno un servizio continuo?
La richiesta è diretta e urgente, rivolta all'ente gestore, Acea: "Per quanto tempo ancora i cittadini di San Michele devono stare senza acqua la notte, visto che le perdite in atto da 10 giorni non vengono riparate?"
Questa situazione non è nuova. Le interruzioni idriche continue affliggono la zona di San Michele (e altre limitrofe come Sant'Antonino e Selvotta), tanto che in passato la consigliera Mercedes Galasso aveva denunciato la situazione come un "diritto umano negato".
La frazione di San Michele chiede risposte immediate e un intervento che ponga fine a quello che viene percepito come un "prendere in giro" da parte di chi gestisce un bene primario come l'acqua.