Opinioni - Mentre Parma sta per ottenere la fermata dell'Alta Velocità, a Cassino si discute ancora di "lampadine e buche", con la stazione a sud della Ciociaria che resta un miraggio: c'è chi continua a proporre una faraonica stazione ubicata nella campagna di Sgurgola, che non si farà mai
In data 12 febbraio 2025 il Sindaco di Parma annunciava una iniziativa per una fermata “leggera” della TAV e chiedeva al Ministro Salvini un incontro per verificarne la concreta fattibilità. Sul quotidiano La Gazzetta di Parma del 12.02.2025 campeggiava il titolo “ TAV, Guerra chiama Salvini , Parma vuole la fermata.
Dopo soli quattro mesi, sempre sulla Gazzetta di Parma e precisamente il giorno 6 maggio 2025 campeggiava ancora un titolo sulla fermata Tav a Parma “Nuova fermata dell’Alta velocità. Salvini: Richiesta presa in carico”.
Il 17 luglio, sempre sulla Gazzetta di Parma capeggia di nuovo un titolo sulla fermata Tav a Parma ”L’alta velocità per Parma nei piani del Governo”. Nell’articolo si fa riferimento ad un incontro tra il sottosegretario ai trasporti Ferrante con i vertici di RFI ed un Consigliere regionale di Parma per studiare la soluzione per il nodo ferroviario di Parma.
In Emila in sei mesi sono passati da una richiesta , ad avere quella richiesta nei piani del Governo. Attenzione parliamo di un sindaco del PD e non dello stesso partito del Ministro Salvini, a significare che non si tratta di un favoritismo politico ma di capacità di una classe politica di passare dalle chiacchiere ai fatti.
Ipotizzare un paragone con la nostra classe politica locale mi sembra impietoso, quasi masochistico, evito di farlo, i lettori sapranno da soli trarne le conseguenze, ma almeno un pizzico di dignità nei confronti dei cittadini Ciociari e se non proprio nei confronti dei cittadini ma un minimo di dignità personale dovrebbero pur averla nei confronti di sé stessi.
La differenza è tutta questa tra il Nord produttivo ed un Sud bloccato dalla mancanza di coraggio dei nostri politici arroccati nei loro contorti calcoli politici. Al nord i Sindaci difendono gli interessi del proprio territorio anche andando contro la propria appartenenza partitica, a Cassino discutiamo della lampadina e della buca ed un progetto per il futuro non esiste!
La rassegnazione che Cassino con questa classe dirigente verrà sempre di più emarginata e non per le prevaricazioni degli altri ma per nostra totale incapacità. La prima proposta della stazione TAV è venuta da Cassino, e quella primogenitura è stata completamente sciupata dall’immobilismo del nostro Sindaco facendosi scavalcare da chi oggi propone una faraonica stazione ubicata nella campagna di Sgurgola, che non si farà mai.
L’auspicio è che dopo la calura, il fresco dell’autunno possa rimettere in moto quei neuroni che al momento pare stiano in letargo e ripartire con un’azione seria, forte e trasversale sulla Stazione Tav al sud della Ciociaria.
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