ECONOMIA - A giugno e luglio si prevedono pochissimi giorni di lavoro. Mobilità in deroga, il consigliere regionale Mauro Buschini: ecco come stanno le cose

Non c'è ancora il timbro dell'ufficialità, al momento trapelano solo indiscrezione. Ma quelle che arrivano alle orecchie degli operai, sono tutt'altro che positive. A giugno e a luglio nello stabilimento Fca Cassino Plant si prevedono infatti pochissimi giorni di lavoro e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. Stellantis deve infatti fare i conti anche con la crisi dei "chip", oltre al calo della domanda del mercato relativamente agli unici due modelli Alfa oggi in produzione: Giulia e Stelvio.
Per ora, come detto, non c'è nessuna ufficialità sul ricorso agli ammortizzatori sociali, se non la fermata collettiva prevista per il 28, 29 e 30 giugno. Ma altri giorni di stop sono in procinto di essere annunciati per il mese prossimo, e a luglio non andrà meglio. Solo dopo la pausa estiva di agosto, ovvero tra i mesi di settembre e novembre dovrebbe iniziare una graduale ripresa della produzione: in autunno, infatti, sulle linee arriverà anche il Suv Grecale.

MOBILITA' IN DEROGA
Intanto per quel che riguarda gli ammortizzatori sociali, il consigliere regionale Mauro Buschini fa il punto sulla mobilità in deroga e spiega: "Ieri sera sono stato contattato da molti lavoratori molto preoccupati dopo la diffusione di una notizia secondo la quale le indennità della mobilità in deroga per le mensilità novembre dicembre 2020 non potessero essere liquidate perché la Regione avrebbe sbagliato un codice.
Questa mattina ho approfondito la situazione e ringrazio gli uffici della regione per la solerzia nella risposta anche durante il weekend. La situazione della mobilità in deroga è la seguente:
Il 29 aprile Regione Lazio ha trasmesso ad Inps le istanze di mobilità in deroga. Il 13 maggio Inps ha comunicato alla Regione di aver cambiato il numero di codice convenzionale necessario x il pagamento dei trattamenti.
Il 14 maggio Regione Lazio ha ritrasmesso ad Inps le istanze utilizzando il nuovo codice così come comunicato da Inps. Si è trattato quindi di un mero disguido tecnico prontamente risolto da entrambi gli enti. Ora - conclude Mauro Buschini - si apre una nuova sfida, quella del tavolo che ragionerà di politiche attive e di come intervenire dopo la scadenza del 2021".

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