Economia - La Federazione provinciale di Azione condivide le preoccupazione della presidente degli industriali, Miriam Diurni: "Vi è un'evidente discrasia tra i tempi del mondo produttivo e le decisioni della politica"
"L'intervento della Presidente Un'industria Frosinone Diurni coglie il punto focale del rapporto politica-economia nella nostra provincia.
Vi è un'evidente discrasia tra i tempi del mondo produttivo e le decisioni della politica: i trenta mesi necessari per la perimetrazione del Sin, quasi un'era geologica ai ritmi attuali degli investimenti, ai ritardi per un'autorizzazione Aia alla Reno dei Medici, che rischia di fare chiudere l'azienda ed il conseguente licenziamento di centinaia di lavoratori. E questi sono solo alcuni esempi di questo sforamento temporale tra le decisioni e le necessità degli attori in campo".
A scendere in campo è la Federazione Provinciale di Azione che in una nota sottolinea: "Ancora più grave è il silenzio giustificativo di chi ha ricoperto, o ricopre, incarichi istituzionali a Roma o sul territorio circa, ad esempio, la mancata autorizzazione alla Reno dei Medici: perché non si sono attivati in tempo? Perché hanno fatto finta di nulla anche se il problema è noto da tempo? Così vale per il silenzio assordante sulla vicenda Stellantis, sul mancato investimento Catalent. E perché non si è accelerato per una vera Alta Velocità e non un treno al giorno. Ed il mismatch tra l'offerta formativa dell'Università e le reali esigenze professionali del territorio?"
Ora ritornano in campo Comitati, Assemblee, Coordinamenti: tutte perdite di tempo, anzi poltroncine da assegnare per personaggi in cerca d'autore. La verità è che la politica ha gli strumenti ordinari per decidere cosa fare, quali sono le linee di sviluppo da attuare sul territorio, quali sono i problemi (e sono sempre gli stessi da anni) da risolvere. Sono onori ed oneri propri di chi si candida a ruoli istituzionali.
Le forze produttive e sociali hanno la forza, i progetti, le idee, per mettere a terra, al meglio, gli indirizzi che la politica deve attuare.
Le condizioni per un futuro più vivace ci sono tutte, ora è arrivato il momento che chi ha ruoli decisionali si assuma la responsabilità delle decisioni. Non è più tempo di tanti Don Abbondio che non prendono decisioni per opportunismo.
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